Oggi rimando.
Domani rimanderò.
Si sistemerà?

Gli occhi del mare.
Ho avuto un solo istante,
e l'ho perduto.

Note liturgiche.
Mi accompagna dentro te
un magico si.

Mi ruba l'anima
l'ennesima Francesca,
ma è neve al sole.

Piccola stella
sfuggitami di mano,
buona fortuna!

Un incantesimo
mi tiene sotto scacco
e detta regole.

Lo sento dentro:
qualcosa crollerà
con gran fragore.

Lento scivola
nell'oblio più temuto
il mio paradiso.

La prima neve
senza di te al mio fianco
è solo acqua.

Oggi fa caldo.
Domani farà freddo.
Mezze stagioni.

Con gli occhi del sogno
il più basso dei soffitti
ardisce al cielo.

Incrocio un angelo.
Sbando, poi mi ricordo
che son fidanzato.

L'angelo biondo
contro il demone bianco.
Perde l'arbitro.

Crisi di panico,
ma ho fatto la mia scelta.
Ecco il mio capo...

Ritrovo all'alba.
Logistica in ordine.
Tutti puntuali.

Mille occhi in uno.
Uno e infiniti viaggi.
Uno. Perduto.

È nuvoloso.
La signora Marisa
rompe i coglioni.

Che dentista estrae
la carie di un amore
che toglie il fiato?

A che cazzo serve
un cadavere pianto?
Forse per alibi.

È commovente.
Quanti colori ha il mondo
se a guardarlo è un bimbo!

Squilla telefono!
So che stasera anche tu
ti senti solo.

Stille di sangue
mi fanno da calamaio.
Cuore mestruato.

God? Women? Myself?
Something else to believe in
is badly needed.

Vacillo incredulo.
Toccato dal Re Cremisi
mi lascio andare.

Bella la tacca,
dona alla mia portiera!
Davvero grazie.

Giornata intensa.
Serve una lunga corsa
per scaricare.

Paradossale:
la veglia della mente
genera mostri.

Faccio le boccacce
al bimbo che sorride.
Ladro di gioia.

Pigrizia e seme:
due ospiti pedanti.
E male accetti.

Ladri incapaci.
Val di più il vetro rotto
che non il malloppo.

Ho aspettato troppo
e ora le parole
si son marcite.

Un tuffo al cuore
trasforma il crepuscolo
in timida alba.

Fanculo il mondo!
Non si può sempre perdere,
'sto giro è mio!

Tra le lenzuola,
un frutto. E un sorriso.
Dolci domeniche...

Bramo davvero
più d'ogni altra cosa
immenso perdono.

Campane a morto.
L'onnipresente miete
un altro raccolto.

Oops! Eccolo qua.
C'è un ribelle fra noi.
Oops! Non c'è più.

Fanno ridere
le manette di peluche.
Ma non da chiuse.

Sogni. A volte
mi chiedo cosa li renda
irrealizzabili.

Cercando orme
che la sabbia non riesce
a conservare.

Qualificato.
Chiedo poco. Mi assumo.
Autobecchino.

Sogno la fuga.
Qualsiasi altro inferno
ma non qui ora.

È stato un attimo,
un'illuminazione.
Amore? Non più.

Sull'impossibile,
accecato dal bagliore,
lo sguardo rimane.

Sembro cattivo
ma in realtà voglio solo
esser felice.

Cuore smarrito.
Offresi ricompensa
a chi lo ritrova.

Coi nervi al limite
una risata isterica
cela un singhiozzo.

Quaranta gradi.
Mi anestetizzo l'anima
per sopravvivermi.

Un vetro rotto.
Un bulletto annoiato,
o forse peggio.

Il compleanno
non è l'unico giorno
in cui si invecchia.

Ecco due occhi
in cui vorrei perdermi.
Breve contatto.

Vecchia sbadata.
Monetina orfana.
Carrello gratis.

C'è qualcun altro
che ha voglia di ingannarmi?
Oggi 3x2.

Grumi di sangue
bagnati dal tramonto.
Cristo è Pilato.

Fondi di caffè.
Tracce di un risveglio
che giunse anzitempo.

Troppo rumore.
Troppa fottuta rabbia.
Bevo veleno.

Partita ieri.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mi manchi già.

Scalo in seconda
e l'asfalto paga dazio.
Dio un istante.

Mi tocca spingere,
addominali stanchi,
mi servono fibre.

Soglia socchiusa.
Gli abissi della carne.
Una vertigine.

Chi è la persona
che mi osserva allo specchio?
Roberto, sei tu?

Cammino perso
nel mio significato.
Veggente cieco.

Voglia di piangere,
ma non me lo ricordo,
com'è che si fa.

Un filo d'erba,
una lingua d'asfalto.
Mondo confuso.

Ricordi vaghi.
Chi sono diventato?
Nebbia insistente.

Avremmo un cuore
se l'uomo fosse nato
per soffrire. Ooops!

Fatemi largo.
Solo per oggi celebro
il menefreghismo.

Hai rotto il cazzo,
sei come il prezzemolo
''Aki no kure''!.

Lo schizzo bianco
ha mancato il fazzoletto.
Dovrò pulire.

Silenzio radio.
Ne sono forse vittima?
Oppure artefice?

Ipermetria.
Riuscirò ad evitarla?
Temo proprio di... no.

Mi pesca in gola
solo foglie avvizzite
l'haiku, stasera.

Quando penso a lei
non riesco a non pensare
a ciò che mai più avrò.

Il Mortadella
c'ha la faccia intristita.
Che capitombolo!

Un fiore raro:
Orchidea-17.
Scelgo di coglierlo.

As her brightness shines
my dead eyes rot in darkness.
Wish I never loved...

Mente distratta.
Passano le giornate
ed io non scrivo haiku.

Stanco riverbero
di suoni affaticati.
Soli. E inutili.

Sono ancora tanti
i meccanismi oscuri
che mi dominano.

Un balzo ignoto
da affrontare per scelta.
Oltre il portello.

Stanco e sudato,
mi chiedo dove sono
e mi rispondo.

Cercando sogni
realizzo, chissà perché,
solo incubi.

Nell'oscurità
il fiato di Garbarek
si gonfia per me.

Sarei più autentico
se fossi meno cinico,
ma sarei morto.

...e la Marisa
alla fine ha pagato.
Bravo Roberto.

Se non sono zen,
perché insisto così tanto
a scrivere haiku?

Che scontro impari.
Non gli puoi dar del baro
se Dio gioca a dadi.

Cortesemente
se qualcuno mi spiega
cos'è l'amore...

Guardo lontano
ma tre accordi bastano
a farmi inciampare.

Silenzio dopo
i mille diamanti liquidi.
Ne aggiungo un paio.

Si ciba di me
il mastino supersonico.
Soccombe il corpo.

Brividi antichi.
Uno squillo inatteso
sconfigge il tempo.

Il casellante
ci invidiava davvero:
volavamo via.

Inspiro a fondo
la strana sigaretta.
La stanza pulsa.

La disperata
ricerca di chi sono
non vuol placarsi.

Sogni sbilenchi.
Un quadro di Dalì
mi romba in testa.

Mi stai stressando.
Mi stai tirando scemo.
E smettila un po'!

Il pizzaiolo
mi vuole ancor più magro:
chiuso per ferie.

Dopo la lite
profondi fino all'anima
i nostri baci.

Complesso è il mondo.
Non più complesso di me
...almeno pensavo!

Ho fatto uscire
sesso, omicidio e arte
da dentro di me.

Un letto vuoto.
La pioggia settembrina
scende sprecata.

Chiudo i balconi.
Una di quelle sere
che è meglio soli.

Arrogantello...
Finito infringuellato
come un bel tordo.

Buone intenzioni?
Mi ci pulisco il culo
a frittata fatta!

Un'empia nube
vela una luna amata
che non riesco a odiare.

Un altro sogno
da cui essere illuso
mi tiene in vita.

Anche stasera
il richiamo del cuscino
si fa forte e chiaro.

Gira la testa.
Mi dedico un momento
a fine giornata.

Come in un coito
nelle mie depressioni
vo dentro e fuori.

Nel buio pesto
tocco il fondo e poi scavo.
Nero bruciante.

E ci risiamo:
il cliente non paga.
Dove ho sbagliato?

Urlo nel buio
il dolore lacerante:
lacera uguale.

Un altro oggi.
Poter rifarlo meglio.
Da uscirne pazzi!

Sei un ometto,
mi dicevano sempre,
non devi piangere.

Nel labirinto
mille Franz tetraplegici.
No, mille e uno.

Niente regole:
non correva buon sangue
tra Cupido e Mosè.

Per eluderla
a volte non basta un haiku:
solitudine.

Valdagno amara.
Non un filo di zucchero
per il mio caffè.

Una domenica
triste e malinconica
volge al termine.

Cielo d'incenso.
Stanotte niente lacrime
per la mia luna.

Bello il soffitto!
Che dici, lavo i piatti?
Meglio il divano.

L'anno peggiore.
Il decennio migliore.
Punti di vista.

Carne avariata.
Ne è riempito il mio corpo,
non il mio frigo.

Unica regola:
qui non ci sono regole.
Cazzo, che culo!

Nascoste dentro
ho due tigri al guinzaglio:
la mente e il cuore.

Un amico, sì,
ma un'amica mi sa da...
coito interrotto.

La TV vende
due opere vincenti
che non comprerò.

Aiuto è un lusso
che a volte mi permetto
di non permettermi.

Cazzo c'è scritto?
Un captcha illeggibile
impedisce il download.

Lasciarla andare.
Non l'ho mica capito
ancora in che modo.

Buffo. In cima
alla lista dei miei nemici
appaio io.

A luce spenta
tra i vapori bollenti
infine la pace.

Cala la notte.
Un sublime anticipo
di sonno eterno.

C'è forse un modo
per trasformare il rantolo
assordante in canto?

Vieni, ti mostro
l'armadio degli scheletri.
Puzza di chiuso.

Sotto tortura,
a un vizio capitale
do oggi asilo.

E infine l'alba
agognata, al mutare
delle maree.

Spirito libero
dalla bottiglia angusta.
Spirito schiavo.

Digrigno i denti
quando forma e sostanza
sono incoerenti.

Faccio i bagagli.
Non mi son mai sentito
così lucido.

Devo affrettarmi
o gli ospiti arriveranno
prima dell'ospite!

Ho voglia di te,
ma per me non ci sei mai.
Mi masturberò.

Silenzio, nasce
una spirale di fumo
dal tè, immobile.

Riferimenti.
Se li divorano a pranzo
i miei dèmoni.

Sogno buttato
senza neanche provarci.
Non ho parole.