Piccola stella
sfuggitami di mano,
buona fortuna!

Ho fatto uscire
sesso, omicidio e arte
da dentro di me.

Ho voglia di te,
ma per me non ci sei mai.
Mi masturberò.

Per eluderla
a volte non basta un haiku:
solitudine.

Crisi di panico,
ma ho fatto la mia scelta.
Ecco il mio capo...

Guardo lontano
ma tre accordi bastano
a farmi inciampare.

Come in un coito
nelle mie depressioni
vo dentro e fuori.

Coi nervi al limite
una risata isterica
cela un singhiozzo.

Mille occhi in uno.
Uno e infiniti viaggi.
Uno. Perduto.

Vieni, ti mostro
l'armadio degli scheletri.
Puzza di chiuso.

Lasciarla andare.
Non l'ho mica capito
ancora in che modo.

Che scontro impari.
Non gli puoi dar del baro
se Dio gioca a dadi.

Vacillo incredulo.
Toccato dal Re Cremisi
mi lascio andare.

Chiudo i balconi.
Una di quelle sere
che è meglio soli.

Quando penso a lei
non riesco a non pensare
a ciò che mai più avrò.

Gira la testa.
Mi dedico un momento
a fine giornata.

Il compleanno
non è l'unico giorno
in cui si invecchia.

Silenzio, nasce
una spirale di fumo
dal tè, immobile.

Una domenica
triste e malinconica
volge al termine.

Aiuto è un lusso
che a volte mi permetto
di non permettermi.

Soglia socchiusa.
Gli abissi della carne.
Una vertigine.

Un fiore raro:
Orchidea-17.
Scelgo di coglierlo.

Con gli occhi del sogno
il più basso dei soffitti
ardisce al cielo.

Bello il soffitto!
Che dici, lavo i piatti?
Meglio il divano.

Buone intenzioni?
Mi ci pulisco il culo
a frittata fatta!

C'è qualcun altro
che ha voglia di ingannarmi?
Oggi 3x2.

Fanno ridere
le manette di peluche.
Ma non da chiuse.

Quaranta gradi.
Mi anestetizzo l'anima
per sopravvivermi.

Oggi fa caldo.
Domani farà freddo.
Mezze stagioni.

Complesso è il mondo.
Non più complesso di me
...almeno pensavo!

Il casellante
ci invidiava davvero:
volavamo via.

Ecco due occhi
in cui vorrei perdermi.
Breve contatto.

Mente distratta.
Passano le giornate
ed io non scrivo haiku.

Oops! Eccolo qua.
C'è un ribelle fra noi.
Oops! Non c'è più.

Giornata intensa.
Serve una lunga corsa
per scaricare.

Vecchia sbadata.
Monetina orfana.
Carrello gratis.

Un filo d'erba,
una lingua d'asfalto.
Mondo confuso.

Mi stai stressando.
Mi stai tirando scemo.
E smettila un po'!

Sotto tortura,
a un vizio capitale
do oggi asilo.

Se non sono zen,
perché insisto così tanto
a scrivere haiku?

Sogno la fuga.
Qualsiasi altro inferno
ma non qui ora.

Lento scivola
nell'oblio più temuto
il mio paradiso.

Paradossale:
la veglia della mente
genera mostri.

Stanco riverbero
di suoni affaticati.
Soli. E inutili.

Ricordi vaghi.
Chi sono diventato?
Nebbia insistente.

Sogni sbilenchi.
Un quadro di Dalì
mi romba in testa.

Cammino perso
nel mio significato.
Veggente cieco.

Dopo la lite
profondi fino all'anima
i nostri baci.

Un'empia nube
vela una luna amata
che non riesco a odiare.

Stanco e sudato,
mi chiedo dove sono
e mi rispondo.

Niente regole:
non correva buon sangue
tra Cupido e Mosè.

Avremmo un cuore
se l'uomo fosse nato
per soffrire. Ooops!

Cielo d'incenso.
Stanotte niente lacrime
per la mia luna.

Digrigno i denti
quando forma e sostanza
sono incoerenti.

A luce spenta
tra i vapori bollenti
infine la pace.

Che dentista estrae
la carie di un amore
che toglie il fiato?

Riferimenti.
Se li divorano a pranzo
i miei dèmoni.

È commovente.
Quanti colori ha il mondo
se a guardarlo è un bimbo!

Valdagno amara.
Non un filo di zucchero
per il mio caffè.

Ho aspettato troppo
e ora le parole
si son marcite.

Inspiro a fondo
la strana sigaretta.
La stanza pulsa.

Un incantesimo
mi tiene sotto scacco
e detta regole.

Lo schizzo bianco
ha mancato il fazzoletto.
Dovrò pulire.

Il Mortadella
c'ha la faccia intristita.
Che capitombolo!

Hai rotto il cazzo,
sei come il prezzemolo
''Aki no kure''!.

Nell'oscurità
il fiato di Garbarek
si gonfia per me.

La TV vende
due opere vincenti
che non comprerò.

Sogni. A volte
mi chiedo cosa li renda
irrealizzabili.

Un amico, sì,
ma un'amica mi sa da...
coito interrotto.

Il pizzaiolo
mi vuole ancor più magro:
chiuso per ferie.

Buffo. In cima
alla lista dei miei nemici
appaio io.

God? Women? Myself?
Something else to believe in
is badly needed.

Bella la tacca,
dona alla mia portiera!
Davvero grazie.

Grumi di sangue
bagnati dal tramonto.
Cristo è Pilato.

Cazzo c'è scritto?
Un captcha illeggibile
impedisce il download.

Mi tocca spingere,
addominali stanchi,
mi servono fibre.

Silenzio radio.
Ne sono forse vittima?
Oppure artefice?

Unica regola:
qui non ci sono regole.
Cazzo, che culo!

A che cazzo serve
un cadavere pianto?
Forse per alibi.

Carne avariata.
Ne è riempito il mio corpo,
non il mio frigo.

Cercando sogni
realizzo, chissà perché,
solo incubi.

Ipermetria.
Riuscirò ad evitarla?
Temo proprio di... no.

Cuore smarrito.
Offresi ricompensa
a chi lo ritrova.

La prima neve
senza di te al mio fianco
è solo acqua.

Si ciba di me
il mastino supersonico.
Soccombe il corpo.

La disperata
ricerca di chi sono
non vuol placarsi.

E ci risiamo:
il cliente non paga.
Dove ho sbagliato?

Un altro oggi.
Poter rifarlo meglio.
Da uscirne pazzi!

Faccio i bagagli.
Non mi son mai sentito
così lucido.

...e la Marisa
alla fine ha pagato.
Bravo Roberto.

L'angelo biondo
contro il demone bianco.
Perde l'arbitro.

Note liturgiche.
Mi accompagna dentro te
un magico si.

Faccio le boccacce
al bimbo che sorride.
Ladro di gioia.

Oggi rimando.
Domani rimanderò.
Si sistemerà?

Tra le lenzuola,
un frutto. E un sorriso.
Dolci domeniche...

Nascoste dentro
ho due tigri al guinzaglio:
la mente e il cuore.

È stato un attimo,
un'illuminazione.
Amore? Non più.

Fanculo il mondo!
Non si può sempre perdere,
'sto giro è mio!

Fatemi largo.
Solo per oggi celebro
il menefreghismo.

Ritrovo all'alba.
Logistica in ordine.
Tutti puntuali.

Sembro cattivo
ma in realtà voglio solo
esser felice.

È nuvoloso.
La signora Marisa
rompe i coglioni.

Partita ieri.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mi manchi già.

Silenzio dopo
i mille diamanti liquidi.
Ne aggiungo un paio.

Qualificato.
Chiedo poco. Mi assumo.
Autobecchino.

Un altro sogno
da cui essere illuso
mi tiene in vita.

Nel buio pesto
tocco il fondo e poi scavo.
Nero bruciante.

Mi ruba l'anima
l'ennesima Francesca,
ma è neve al sole.

Squilla telefono!
So che stasera anche tu
ti senti solo.

Spirito libero
dalla bottiglia angusta.
Spirito schiavo.

Sei un ometto,
mi dicevano sempre,
non devi piangere.

Gli occhi del mare.
Ho avuto un solo istante,
e l'ho perduto.

Ladri incapaci.
Val di più il vetro rotto
che non il malloppo.

L'anno peggiore.
Il decennio migliore.
Punti di vista.

Cala la notte.
Un sublime anticipo
di sonno eterno.

Un letto vuoto.
La pioggia settembrina
scende sprecata.

Sono ancora tanti
i meccanismi oscuri
che mi dominano.

Urlo nel buio
il dolore lacerante:
lacera uguale.

Nel labirinto
mille Franz tetraplegici.
No, mille e uno.

Brividi antichi.
Uno squillo inatteso
sconfigge il tempo.

E infine l'alba
agognata, al mutare
delle maree.

Voglia di piangere,
ma non me lo ricordo,
com'è che si fa.

Scalo in seconda
e l'asfalto paga dazio.
Dio un istante.

C'è forse un modo
per trasformare il rantolo
assordante in canto?

Sogno buttato
senza neanche provarci.
Non ho parole.

As her brightness shines
my dead eyes rot in darkness.
Wish I never loved...

Troppo rumore.
Troppa fottuta rabbia.
Bevo veleno.

Stille di sangue
mi fanno da calamaio.
Cuore mestruato.

Cercando orme
che la sabbia non riesce
a conservare.

Pigrizia e seme:
due ospiti pedanti.
E male accetti.

Un vetro rotto.
Un bulletto annoiato,
o forse peggio.

Anche stasera
il richiamo del cuscino
si fa forte e chiaro.

Chi è la persona
che mi osserva allo specchio?
Roberto, sei tu?

Sarei più autentico
se fossi meno cinico,
ma sarei morto.

Sull'impossibile,
accecato dal bagliore,
lo sguardo rimane.

Campane a morto.
L'onnipresente miete
un altro raccolto.

Incrocio un angelo.
Sbando, poi mi ricordo
che son fidanzato.

Bramo davvero
più d'ogni altra cosa
immenso perdono.

Devo affrettarmi
o gli ospiti arriveranno
prima dell'ospite!

Un tuffo al cuore
trasforma il crepuscolo
in timida alba.

Fondi di caffè.
Tracce di un risveglio
che giunse anzitempo.

Un balzo ignoto
da affrontare per scelta.
Oltre il portello.

Lo sento dentro:
qualcosa crollerà
con gran fragore.

Mi pesca in gola
solo foglie avvizzite
l'haiku, stasera.

Arrogantello...
Finito infringuellato
come un bel tordo.

Cortesemente
se qualcuno mi spiega
cos'è l'amore...