Mi stai stressando.
Mi stai tirando scemo.
E smettila un po'!

Grumi di sangue
bagnati dal tramonto.
Cristo è Pilato.

Note liturgiche.
Mi accompagna dentro te
un magico si.

È commovente.
Quanti colori ha il mondo
se a guardarlo è un bimbo!

Anche stasera
il richiamo del cuscino
si fa forte e chiaro.

Oggi rimando.
Domani rimanderò.
Si sistemerà?

Giornata intensa.
Serve una lunga corsa
per scaricare.

Guardo lontano
ma tre accordi bastano
a farmi inciampare.

Un letto vuoto.
La pioggia settembrina
scende sprecata.

Sogno buttato
senza neanche provarci.
Non ho parole.

Partita ieri.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mi manchi già.

Che scontro impari.
Non gli puoi dar del baro
se Dio gioca a dadi.

Quando penso a lei
non riesco a non pensare
a ciò che mai più avrò.

Sei un ometto,
mi dicevano sempre,
non devi piangere.

Bella la tacca,
dona alla mia portiera!
Davvero grazie.

Arrogantello...
Finito infringuellato
come un bel tordo.

Lo schizzo bianco
ha mancato il fazzoletto.
Dovrò pulire.

Troppo rumore.
Troppa fottuta rabbia.
Bevo veleno.

Crisi di panico,
ma ho fatto la mia scelta.
Ecco il mio capo...

Ritrovo all'alba.
Logistica in ordine.
Tutti puntuali.

La disperata
ricerca di chi sono
non vuol placarsi.

Un fiore raro:
Orchidea-17.
Scelgo di coglierlo.

Tra le lenzuola,
un frutto. E un sorriso.
Dolci domeniche...

Che dentista estrae
la carie di un amore
che toglie il fiato?

Mi ruba l'anima
l'ennesima Francesca,
ma è neve al sole.

Ho fatto uscire
sesso, omicidio e arte
da dentro di me.

Gira la testa.
Mi dedico un momento
a fine giornata.

Fatemi largo.
Solo per oggi celebro
il menefreghismo.

Ho voglia di te,
ma per me non ci sei mai.
Mi masturberò.

Buone intenzioni?
Mi ci pulisco il culo
a frittata fatta!

Valdagno amara.
Non un filo di zucchero
per il mio caffè.

Carne avariata.
Ne è riempito il mio corpo,
non il mio frigo.

Faccio le boccacce
al bimbo che sorride.
Ladro di gioia.

Faccio i bagagli.
Non mi son mai sentito
così lucido.

Vieni, ti mostro
l'armadio degli scheletri.
Puzza di chiuso.

Voglia di piangere,
ma non me lo ricordo,
com'è che si fa.

Spirito libero
dalla bottiglia angusta.
Spirito schiavo.

Niente regole:
non correva buon sangue
tra Cupido e Mosè.

Il compleanno
non è l'unico giorno
in cui si invecchia.

C'è qualcun altro
che ha voglia di ingannarmi?
Oggi 3x2.

Un balzo ignoto
da affrontare per scelta.
Oltre il portello.

Stanco e sudato,
mi chiedo dove sono
e mi rispondo.

È nuvoloso.
La signora Marisa
rompe i coglioni.

Nascoste dentro
ho due tigri al guinzaglio:
la mente e il cuore.

Urlo nel buio
il dolore lacerante:
lacera uguale.

Se non sono zen,
perché insisto così tanto
a scrivere haiku?

Riferimenti.
Se li divorano a pranzo
i miei dèmoni.

Cercando orme
che la sabbia non riesce
a conservare.

Piccola stella
sfuggitami di mano,
buona fortuna!

Nell'oscurità
il fiato di Garbarek
si gonfia per me.

Cazzo c'è scritto?
Un captcha illeggibile
impedisce il download.

Ladri incapaci.
Val di più il vetro rotto
che non il malloppo.

Si ciba di me
il mastino supersonico.
Soccombe il corpo.

Il Mortadella
c'ha la faccia intristita.
Che capitombolo!

Scalo in seconda
e l'asfalto paga dazio.
Dio un istante.

Per eluderla
a volte non basta un haiku:
solitudine.

Sotto tortura,
a un vizio capitale
do oggi asilo.

Bello il soffitto!
Che dici, lavo i piatti?
Meglio il divano.

Sono ancora tanti
i meccanismi oscuri
che mi dominano.

Un filo d'erba,
una lingua d'asfalto.
Mondo confuso.

Bramo davvero
più d'ogni altra cosa
immenso perdono.

Cercando sogni
realizzo, chissà perché,
solo incubi.

Ricordi vaghi.
Chi sono diventato?
Nebbia insistente.

Sogni. A volte
mi chiedo cosa li renda
irrealizzabili.

Pigrizia e seme:
due ospiti pedanti.
E male accetti.

Incrocio un angelo.
Sbando, poi mi ricordo
che son fidanzato.

Silenzio dopo
i mille diamanti liquidi.
Ne aggiungo un paio.

...e la Marisa
alla fine ha pagato.
Bravo Roberto.

Con gli occhi del sogno
il più basso dei soffitti
ardisce al cielo.

Un amico, sì,
ma un'amica mi sa da...
coito interrotto.

Quaranta gradi.
Mi anestetizzo l'anima
per sopravvivermi.

Nel labirinto
mille Franz tetraplegici.
No, mille e uno.

Inspiro a fondo
la strana sigaretta.
La stanza pulsa.

Mi tocca spingere,
addominali stanchi,
mi servono fibre.

Dopo la lite
profondi fino all'anima
i nostri baci.

Buffo. In cima
alla lista dei miei nemici
appaio io.

Sogno la fuga.
Qualsiasi altro inferno
ma non qui ora.

Un vetro rotto.
Un bulletto annoiato,
o forse peggio.

E ci risiamo:
il cliente non paga.
Dove ho sbagliato?

Lento scivola
nell'oblio più temuto
il mio paradiso.

Un altro oggi.
Poter rifarlo meglio.
Da uscirne pazzi!

Hai rotto il cazzo,
sei come il prezzemolo
''Aki no kure''!.

Nel buio pesto
tocco il fondo e poi scavo.
Nero bruciante.

Un altro sogno
da cui essere illuso
mi tiene in vita.

Complesso è il mondo.
Non più complesso di me
...almeno pensavo!

Qualificato.
Chiedo poco. Mi assumo.
Autobecchino.

Fanno ridere
le manette di peluche.
Ma non da chiuse.

Mi pesca in gola
solo foglie avvizzite
l'haiku, stasera.

Chi è la persona
che mi osserva allo specchio?
Roberto, sei tu?

Ecco due occhi
in cui vorrei perdermi.
Breve contatto.

Avremmo un cuore
se l'uomo fosse nato
per soffrire. Ooops!

Sarei più autentico
se fossi meno cinico,
ma sarei morto.

Cammino perso
nel mio significato.
Veggente cieco.

Oops! Eccolo qua.
C'è un ribelle fra noi.
Oops! Non c'è più.

Un'empia nube
vela una luna amata
che non riesco a odiare.

Un incantesimo
mi tiene sotto scacco
e detta regole.

Silenzio, nasce
una spirale di fumo
dal tè, immobile.

Lasciarla andare.
Non l'ho mica capito
ancora in che modo.

Il casellante
ci invidiava davvero:
volavamo via.

Squilla telefono!
So che stasera anche tu
ti senti solo.

God? Women? Myself?
Something else to believe in
is badly needed.

Fanculo il mondo!
Non si può sempre perdere,
'sto giro è mio!

L'anno peggiore.
Il decennio migliore.
Punti di vista.

Oggi fa caldo.
Domani farà freddo.
Mezze stagioni.

Una domenica
triste e malinconica
volge al termine.

È stato un attimo,
un'illuminazione.
Amore? Non più.

Campane a morto.
L'onnipresente miete
un altro raccolto.

L'angelo biondo
contro il demone bianco.
Perde l'arbitro.

A luce spenta
tra i vapori bollenti
infine la pace.

Il pizzaiolo
mi vuole ancor più magro:
chiuso per ferie.

Ho aspettato troppo
e ora le parole
si son marcite.

La prima neve
senza di te al mio fianco
è solo acqua.

Cortesemente
se qualcuno mi spiega
cos'è l'amore...

Digrigno i denti
quando forma e sostanza
sono incoerenti.

Devo affrettarmi
o gli ospiti arriveranno
prima dell'ospite!

Stanco riverbero
di suoni affaticati.
Soli. E inutili.

Paradossale:
la veglia della mente
genera mostri.

Gli occhi del mare.
Ho avuto un solo istante,
e l'ho perduto.

Soglia socchiusa.
Gli abissi della carne.
Una vertigine.

Cuore smarrito.
Offresi ricompensa
a chi lo ritrova.

Cala la notte.
Un sublime anticipo
di sonno eterno.

Fondi di caffè.
Tracce di un risveglio
che giunse anzitempo.

La TV vende
due opere vincenti
che non comprerò.

Un tuffo al cuore
trasforma il crepuscolo
in timida alba.

Sembro cattivo
ma in realtà voglio solo
esser felice.

Sull'impossibile,
accecato dal bagliore,
lo sguardo rimane.

Lo sento dentro:
qualcosa crollerà
con gran fragore.

Mille occhi in uno.
Uno e infiniti viaggi.
Uno. Perduto.

Sogni sbilenchi.
Un quadro di Dalì
mi romba in testa.

Ipermetria.
Riuscirò ad evitarla?
Temo proprio di... no.

Brividi antichi.
Uno squillo inatteso
sconfigge il tempo.

Aiuto è un lusso
che a volte mi permetto
di non permettermi.

Stille di sangue
mi fanno da calamaio.
Cuore mestruato.

E infine l'alba
agognata, al mutare
delle maree.

Vacillo incredulo.
Toccato dal Re Cremisi
mi lascio andare.

Coi nervi al limite
una risata isterica
cela un singhiozzo.

Vecchia sbadata.
Monetina orfana.
Carrello gratis.

As her brightness shines
my dead eyes rot in darkness.
Wish I never loved...

Come in un coito
nelle mie depressioni
vo dentro e fuori.

Cielo d'incenso.
Stanotte niente lacrime
per la mia luna.

C'è forse un modo
per trasformare il rantolo
assordante in canto?

A che cazzo serve
un cadavere pianto?
Forse per alibi.

Unica regola:
qui non ci sono regole.
Cazzo, che culo!

Mente distratta.
Passano le giornate
ed io non scrivo haiku.

Chiudo i balconi.
Una di quelle sere
che è meglio soli.

Silenzio radio.
Ne sono forse vittima?
Oppure artefice?