Vieni, ti mostro
l'armadio degli scheletri.
Puzza di chiuso.

Bello il soffitto!
Che dici, lavo i piatti?
Meglio il divano.

Silenzio dopo
i mille diamanti liquidi.
Ne aggiungo un paio.

Faccio i bagagli.
Non mi son mai sentito
così lucido.

Inspiro a fondo
la strana sigaretta.
La stanza pulsa.

Soglia socchiusa.
Gli abissi della carne.
Una vertigine.

Cazzo c'è scritto?
Un captcha illeggibile
impedisce il download.

Stille di sangue
mi fanno da calamaio.
Cuore mestruato.

A luce spenta
tra i vapori bollenti
infine la pace.

Note liturgiche.
Mi accompagna dentro te
un magico si.

Buffo. In cima
alla lista dei miei nemici
appaio io.

Sogno buttato
senza neanche provarci.
Non ho parole.

È stato un attimo,
un'illuminazione.
Amore? Non più.

Complesso è il mondo.
Non più complesso di me
...almeno pensavo!

Nell'oscurità
il fiato di Garbarek
si gonfia per me.

E ci risiamo:
il cliente non paga.
Dove ho sbagliato?

Scalo in seconda
e l'asfalto paga dazio.
Dio un istante.

Con gli occhi del sogno
il più basso dei soffitti
ardisce al cielo.

Lo sento dentro:
qualcosa crollerà
con gran fragore.

Devo affrettarmi
o gli ospiti arriveranno
prima dell'ospite!

Mente distratta.
Passano le giornate
ed io non scrivo haiku.

Niente regole:
non correva buon sangue
tra Cupido e Mosè.

Quando penso a lei
non riesco a non pensare
a ciò che mai più avrò.

Un amico, sì,
ma un'amica mi sa da...
coito interrotto.

Paradossale:
la veglia della mente
genera mostri.

Fondi di caffè.
Tracce di un risveglio
che giunse anzitempo.

Avremmo un cuore
se l'uomo fosse nato
per soffrire. Ooops!

È commovente.
Quanti colori ha il mondo
se a guardarlo è un bimbo!

Nel buio pesto
tocco il fondo e poi scavo.
Nero bruciante.

Fanno ridere
le manette di peluche.
Ma non da chiuse.

Un balzo ignoto
da affrontare per scelta.
Oltre il portello.

Fanculo il mondo!
Non si può sempre perdere,
'sto giro è mio!

Un'empia nube
vela una luna amata
che non riesco a odiare.

Riferimenti.
Se li divorano a pranzo
i miei dèmoni.

Stanco riverbero
di suoni affaticati.
Soli. E inutili.

Si ciba di me
il mastino supersonico.
Soccombe il corpo.

Il pizzaiolo
mi vuole ancor più magro:
chiuso per ferie.

Brividi antichi.
Uno squillo inatteso
sconfigge il tempo.

Che scontro impari.
Non gli puoi dar del baro
se Dio gioca a dadi.

Guardo lontano
ma tre accordi bastano
a farmi inciampare.

Ho aspettato troppo
e ora le parole
si son marcite.

Valdagno amara.
Non un filo di zucchero
per il mio caffè.

L'angelo biondo
contro il demone bianco.
Perde l'arbitro.

L'anno peggiore.
Il decennio migliore.
Punti di vista.

...e la Marisa
alla fine ha pagato.
Bravo Roberto.

Tra le lenzuola,
un frutto. E un sorriso.
Dolci domeniche...

Un fiore raro:
Orchidea-17.
Scelgo di coglierlo.

Ricordi vaghi.
Chi sono diventato?
Nebbia insistente.

Spirito libero
dalla bottiglia angusta.
Spirito schiavo.

Nascoste dentro
ho due tigri al guinzaglio:
la mente e il cuore.

La TV vende
due opere vincenti
che non comprerò.

Piccola stella
sfuggitami di mano,
buona fortuna!

Squilla telefono!
So che stasera anche tu
ti senti solo.

Mi tocca spingere,
addominali stanchi,
mi servono fibre.

Stanco e sudato,
mi chiedo dove sono
e mi rispondo.

Cala la notte.
Un sublime anticipo
di sonno eterno.

Mi stai stressando.
Mi stai tirando scemo.
E smettila un po'!

Un altro sogno
da cui essere illuso
mi tiene in vita.

Nel labirinto
mille Franz tetraplegici.
No, mille e uno.

Dopo la lite
profondi fino all'anima
i nostri baci.

Incrocio un angelo.
Sbando, poi mi ricordo
che son fidanzato.

C'è forse un modo
per trasformare il rantolo
assordante in canto?

Buone intenzioni?
Mi ci pulisco il culo
a frittata fatta!

Bella la tacca,
dona alla mia portiera!
Davvero grazie.

Vacillo incredulo.
Toccato dal Re Cremisi
mi lascio andare.

Chiudo i balconi.
Una di quelle sere
che è meglio soli.

God? Women? Myself?
Something else to believe in
is badly needed.

Cammino perso
nel mio significato.
Veggente cieco.

Un altro oggi.
Poter rifarlo meglio.
Da uscirne pazzi!

Sembro cattivo
ma in realtà voglio solo
esser felice.

Pigrizia e seme:
due ospiti pedanti.
E male accetti.

Come in un coito
nelle mie depressioni
vo dentro e fuori.

Sarei più autentico
se fossi meno cinico,
ma sarei morto.

Digrigno i denti
quando forma e sostanza
sono incoerenti.

Cercando sogni
realizzo, chissà perché,
solo incubi.

Il casellante
ci invidiava davvero:
volavamo via.

Un incantesimo
mi tiene sotto scacco
e detta regole.

Chi è la persona
che mi osserva allo specchio?
Roberto, sei tu?

Cercando orme
che la sabbia non riesce
a conservare.

La prima neve
senza di te al mio fianco
è solo acqua.

Sull'impossibile,
accecato dal bagliore,
lo sguardo rimane.

A che cazzo serve
un cadavere pianto?
Forse per alibi.

Il compleanno
non è l'unico giorno
in cui si invecchia.

Partita ieri.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mi manchi già.

È nuvoloso.
La signora Marisa
rompe i coglioni.

Un vetro rotto.
Un bulletto annoiato,
o forse peggio.

E infine l'alba
agognata, al mutare
delle maree.

Carne avariata.
Ne è riempito il mio corpo,
non il mio frigo.

Sogni sbilenchi.
Un quadro di Dalì
mi romba in testa.

Arrogantello...
Finito infringuellato
come un bel tordo.

Lo schizzo bianco
ha mancato il fazzoletto.
Dovrò pulire.

Lento scivola
nell'oblio più temuto
il mio paradiso.

As her brightness shines
my dead eyes rot in darkness.
Wish I never loved...

Gli occhi del mare.
Ho avuto un solo istante,
e l'ho perduto.

Cuore smarrito.
Offresi ricompensa
a chi lo ritrova.

Crisi di panico,
ma ho fatto la mia scelta.
Ecco il mio capo...

Per eluderla
a volte non basta un haiku:
solitudine.

Mi ruba l'anima
l'ennesima Francesca,
ma è neve al sole.

Oggi rimando.
Domani rimanderò.
Si sistemerà?

Ipermetria.
Riuscirò ad evitarla?
Temo proprio di... no.

Silenzio radio.
Ne sono forse vittima?
Oppure artefice?

Coi nervi al limite
una risata isterica
cela un singhiozzo.

Un tuffo al cuore
trasforma il crepuscolo
in timida alba.

Vecchia sbadata.
Monetina orfana.
Carrello gratis.

La disperata
ricerca di chi sono
non vuol placarsi.

Faccio le boccacce
al bimbo che sorride.
Ladro di gioia.

Hai rotto il cazzo,
sei come il prezzemolo
''Aki no kure''!.

Cielo d'incenso.
Stanotte niente lacrime
per la mia luna.

Sotto tortura,
a un vizio capitale
do oggi asilo.

Aiuto è un lusso
che a volte mi permetto
di non permettermi.

Unica regola:
qui non ci sono regole.
Cazzo, che culo!

Cortesemente
se qualcuno mi spiega
cos'è l'amore...

Grumi di sangue
bagnati dal tramonto.
Cristo è Pilato.

Che dentista estrae
la carie di un amore
che toglie il fiato?

Una domenica
triste e malinconica
volge al termine.

Urlo nel buio
il dolore lacerante:
lacera uguale.

Se non sono zen,
perché insisto così tanto
a scrivere haiku?

Sogno la fuga.
Qualsiasi altro inferno
ma non qui ora.

Il Mortadella
c'ha la faccia intristita.
Che capitombolo!

Lasciarla andare.
Non l'ho mica capito
ancora in che modo.

Giornata intensa.
Serve una lunga corsa
per scaricare.

Campane a morto.
L'onnipresente miete
un altro raccolto.

Silenzio, nasce
una spirale di fumo
dal tè, immobile.

Sei un ometto,
mi dicevano sempre,
non devi piangere.

Qualificato.
Chiedo poco. Mi assumo.
Autobecchino.

Oggi fa caldo.
Domani farà freddo.
Mezze stagioni.

Bramo davvero
più d'ogni altra cosa
immenso perdono.

Oops! Eccolo qua.
C'è un ribelle fra noi.
Oops! Non c'è più.

Un filo d'erba,
una lingua d'asfalto.
Mondo confuso.

Ho fatto uscire
sesso, omicidio e arte
da dentro di me.

Anche stasera
il richiamo del cuscino
si fa forte e chiaro.

Quaranta gradi.
Mi anestetizzo l'anima
per sopravvivermi.

Ritrovo all'alba.
Logistica in ordine.
Tutti puntuali.

Gira la testa.
Mi dedico un momento
a fine giornata.

Voglia di piangere,
ma non me lo ricordo,
com'è che si fa.

Ho voglia di te,
ma per me non ci sei mai.
Mi masturberò.

Sogni. A volte
mi chiedo cosa li renda
irrealizzabili.

Un letto vuoto.
La pioggia settembrina
scende sprecata.

Mi pesca in gola
solo foglie avvizzite
l'haiku, stasera.

C'è qualcun altro
che ha voglia di ingannarmi?
Oggi 3x2.

Ladri incapaci.
Val di più il vetro rotto
che non il malloppo.

Mille occhi in uno.
Uno e infiniti viaggi.
Uno. Perduto.

Ecco due occhi
in cui vorrei perdermi.
Breve contatto.

Fatemi largo.
Solo per oggi celebro
il menefreghismo.

Sono ancora tanti
i meccanismi oscuri
che mi dominano.

Troppo rumore.
Troppa fottuta rabbia.
Bevo veleno.