Anche stasera
il richiamo del cuscino
si fa forte e chiaro.

Chi è la persona
che mi osserva allo specchio?
Roberto, sei tu?

Mi tocca spingere,
addominali stanchi,
mi servono fibre.

Sogni sbilenchi.
Un quadro di Dalì
mi romba in testa.

Faccio le boccacce
al bimbo che sorride.
Ladro di gioia.

Cielo d'incenso.
Stanotte niente lacrime
per la mia luna.

Paradossale:
la veglia della mente
genera mostri.

Un altro oggi.
Poter rifarlo meglio.
Da uscirne pazzi!

Cammino perso
nel mio significato.
Veggente cieco.

Niente regole:
non correva buon sangue
tra Cupido e Mosè.

Sull'impossibile,
accecato dal bagliore,
lo sguardo rimane.

Inspiro a fondo
la strana sigaretta.
La stanza pulsa.

Il pizzaiolo
mi vuole ancor più magro:
chiuso per ferie.

Chiudo i balconi.
Una di quelle sere
che è meglio soli.

Grumi di sangue
bagnati dal tramonto.
Cristo è Pilato.

Quando penso a lei
non riesco a non pensare
a ciò che mai più avrò.

C'è forse un modo
per trasformare il rantolo
assordante in canto?

Tra le lenzuola,
un frutto. E un sorriso.
Dolci domeniche...

Carne avariata.
Ne è riempito il mio corpo,
non il mio frigo.

Lento scivola
nell'oblio più temuto
il mio paradiso.

Fondi di caffè.
Tracce di un risveglio
che giunse anzitempo.

Crisi di panico,
ma ho fatto la mia scelta.
Ecco il mio capo...

Mente distratta.
Passano le giornate
ed io non scrivo haiku.

Dopo la lite
profondi fino all'anima
i nostri baci.

Se non sono zen,
perché insisto così tanto
a scrivere haiku?

Bello il soffitto!
Che dici, lavo i piatti?
Meglio il divano.

La disperata
ricerca di chi sono
non vuol placarsi.

Gli occhi del mare.
Ho avuto un solo istante,
e l'ho perduto.

Mille occhi in uno.
Uno e infiniti viaggi.
Uno. Perduto.

God? Women? Myself?
Something else to believe in
is badly needed.

Complesso è il mondo.
Non più complesso di me
...almeno pensavo!

Nascoste dentro
ho due tigri al guinzaglio:
la mente e il cuore.

As her brightness shines
my dead eyes rot in darkness.
Wish I never loved...

A che cazzo serve
un cadavere pianto?
Forse per alibi.

Lasciarla andare.
Non l'ho mica capito
ancora in che modo.

Cortesemente
se qualcuno mi spiega
cos'è l'amore...

Oggi fa caldo.
Domani farà freddo.
Mezze stagioni.

Giornata intensa.
Serve una lunga corsa
per scaricare.

Vacillo incredulo.
Toccato dal Re Cremisi
mi lascio andare.

Ho voglia di te,
ma per me non ci sei mai.
Mi masturberò.

Un amico, sì,
ma un'amica mi sa da...
coito interrotto.

Vecchia sbadata.
Monetina orfana.
Carrello gratis.

Si ciba di me
il mastino supersonico.
Soccombe il corpo.

Cercando orme
che la sabbia non riesce
a conservare.

Squilla telefono!
So che stasera anche tu
ti senti solo.

Stanco e sudato,
mi chiedo dove sono
e mi rispondo.

Buffo. In cima
alla lista dei miei nemici
appaio io.

Ricordi vaghi.
Chi sono diventato?
Nebbia insistente.

A luce spenta
tra i vapori bollenti
infine la pace.

Voglia di piangere,
ma non me lo ricordo,
com'è che si fa.

Bramo davvero
più d'ogni altra cosa
immenso perdono.

Ho aspettato troppo
e ora le parole
si son marcite.

Cala la notte.
Un sublime anticipo
di sonno eterno.

Vieni, ti mostro
l'armadio degli scheletri.
Puzza di chiuso.

Urlo nel buio
il dolore lacerante:
lacera uguale.

Sogno buttato
senza neanche provarci.
Non ho parole.

Lo sento dentro:
qualcosa crollerà
con gran fragore.

Sogni. A volte
mi chiedo cosa li renda
irrealizzabili.

L'anno peggiore.
Il decennio migliore.
Punti di vista.

La TV vende
due opere vincenti
che non comprerò.

Pigrizia e seme:
due ospiti pedanti.
E male accetti.

Fatemi largo.
Solo per oggi celebro
il menefreghismo.

Avremmo un cuore
se l'uomo fosse nato
per soffrire. Ooops!

Che scontro impari.
Non gli puoi dar del baro
se Dio gioca a dadi.

Faccio i bagagli.
Non mi son mai sentito
così lucido.

Buone intenzioni?
Mi ci pulisco il culo
a frittata fatta!

Incrocio un angelo.
Sbando, poi mi ricordo
che son fidanzato.

Riferimenti.
Se li divorano a pranzo
i miei dèmoni.

Silenzio, nasce
una spirale di fumo
dal tè, immobile.

Il casellante
ci invidiava davvero:
volavamo via.

Gira la testa.
Mi dedico un momento
a fine giornata.

Guardo lontano
ma tre accordi bastano
a farmi inciampare.

...e la Marisa
alla fine ha pagato.
Bravo Roberto.

Sembro cattivo
ma in realtà voglio solo
esser felice.

Silenzio dopo
i mille diamanti liquidi.
Ne aggiungo un paio.

Scalo in seconda
e l'asfalto paga dazio.
Dio un istante.

Mi pesca in gola
solo foglie avvizzite
l'haiku, stasera.

Cercando sogni
realizzo, chissà perché,
solo incubi.

Oggi rimando.
Domani rimanderò.
Si sistemerà?

Hai rotto il cazzo,
sei come il prezzemolo
''Aki no kure''!.

Troppo rumore.
Troppa fottuta rabbia.
Bevo veleno.

Devo affrettarmi
o gli ospiti arriveranno
prima dell'ospite!

C'è qualcun altro
che ha voglia di ingannarmi?
Oggi 3x2.

Un filo d'erba,
una lingua d'asfalto.
Mondo confuso.

Campane a morto.
L'onnipresente miete
un altro raccolto.

Cazzo c'è scritto?
Un captcha illeggibile
impedisce il download.

È nuvoloso.
La signora Marisa
rompe i coglioni.

Stille di sangue
mi fanno da calamaio.
Cuore mestruato.

Ipermetria.
Riuscirò ad evitarla?
Temo proprio di... no.

Silenzio radio.
Ne sono forse vittima?
Oppure artefice?

Nel buio pesto
tocco il fondo e poi scavo.
Nero bruciante.

Nell'oscurità
il fiato di Garbarek
si gonfia per me.

Oops! Eccolo qua.
C'è un ribelle fra noi.
Oops! Non c'è più.

Mi stai stressando.
Mi stai tirando scemo.
E smettila un po'!

È commovente.
Quanti colori ha il mondo
se a guardarlo è un bimbo!

Unica regola:
qui non ci sono regole.
Cazzo, che culo!

Valdagno amara.
Non un filo di zucchero
per il mio caffè.

E infine l'alba
agognata, al mutare
delle maree.

Un balzo ignoto
da affrontare per scelta.
Oltre il portello.

Che dentista estrae
la carie di un amore
che toglie il fiato?

Mi ruba l'anima
l'ennesima Francesca,
ma è neve al sole.

La prima neve
senza di te al mio fianco
è solo acqua.

L'angelo biondo
contro il demone bianco.
Perde l'arbitro.

Sogno la fuga.
Qualsiasi altro inferno
ma non qui ora.

Come in un coito
nelle mie depressioni
vo dentro e fuori.

Bella la tacca,
dona alla mia portiera!
Davvero grazie.

Per eluderla
a volte non basta un haiku:
solitudine.

È stato un attimo,
un'illuminazione.
Amore? Non più.

Il compleanno
non è l'unico giorno
in cui si invecchia.

Ritrovo all'alba.
Logistica in ordine.
Tutti puntuali.

E ci risiamo:
il cliente non paga.
Dove ho sbagliato?

Un tuffo al cuore
trasforma il crepuscolo
in timida alba.

Partita ieri.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mi manchi già.

Una domenica
triste e malinconica
volge al termine.

Un vetro rotto.
Un bulletto annoiato,
o forse peggio.

Coi nervi al limite
una risata isterica
cela un singhiozzo.

Sotto tortura,
a un vizio capitale
do oggi asilo.

Spirito libero
dalla bottiglia angusta.
Spirito schiavo.

Aiuto è un lusso
che a volte mi permetto
di non permettermi.

Un'empia nube
vela una luna amata
che non riesco a odiare.

Ho fatto uscire
sesso, omicidio e arte
da dentro di me.

Stanco riverbero
di suoni affaticati.
Soli. E inutili.

Piccola stella
sfuggitami di mano,
buona fortuna!

Fanno ridere
le manette di peluche.
Ma non da chiuse.

Un letto vuoto.
La pioggia settembrina
scende sprecata.

Brividi antichi.
Uno squillo inatteso
sconfigge il tempo.

Soglia socchiusa.
Gli abissi della carne.
Una vertigine.

Ladri incapaci.
Val di più il vetro rotto
che non il malloppo.

Digrigno i denti
quando forma e sostanza
sono incoerenti.

Un incantesimo
mi tiene sotto scacco
e detta regole.

Con gli occhi del sogno
il più basso dei soffitti
ardisce al cielo.

Qualificato.
Chiedo poco. Mi assumo.
Autobecchino.

Nel labirinto
mille Franz tetraplegici.
No, mille e uno.

Un fiore raro:
Orchidea-17.
Scelgo di coglierlo.

Quaranta gradi.
Mi anestetizzo l'anima
per sopravvivermi.

Un altro sogno
da cui essere illuso
mi tiene in vita.

Lo schizzo bianco
ha mancato il fazzoletto.
Dovrò pulire.

Sei un ometto,
mi dicevano sempre,
non devi piangere.

Sarei più autentico
se fossi meno cinico,
ma sarei morto.

Fanculo il mondo!
Non si può sempre perdere,
'sto giro è mio!

Arrogantello...
Finito infringuellato
come un bel tordo.

Ecco due occhi
in cui vorrei perdermi.
Breve contatto.

Sono ancora tanti
i meccanismi oscuri
che mi dominano.

Note liturgiche.
Mi accompagna dentro te
un magico si.

Il Mortadella
c'ha la faccia intristita.
Che capitombolo!

Cuore smarrito.
Offresi ricompensa
a chi lo ritrova.