La prima neve
senza di te al mio fianco
è solo acqua.

Stanco e sudato,
mi chiedo dove sono
e mi rispondo.

Crisi di panico,
ma ho fatto la mia scelta.
Ecco il mio capo...

Gira la testa.
Mi dedico un momento
a fine giornata.

God? Women? Myself?
Something else to believe in
is badly needed.

È stato un attimo,
un'illuminazione.
Amore? Non più.

Un fiore raro:
Orchidea-17.
Scelgo di coglierlo.

Mi tocca spingere,
addominali stanchi,
mi servono fibre.

Cercando orme
che la sabbia non riesce
a conservare.

Incrocio un angelo.
Sbando, poi mi ricordo
che son fidanzato.

Sogno la fuga.
Qualsiasi altro inferno
ma non qui ora.

Un amico, sì,
ma un'amica mi sa da...
coito interrotto.

Oggi rimando.
Domani rimanderò.
Si sistemerà?

Coi nervi al limite
una risata isterica
cela un singhiozzo.

Ricordi vaghi.
Chi sono diventato?
Nebbia insistente.

Un filo d'erba,
una lingua d'asfalto.
Mondo confuso.

Tra le lenzuola,
un frutto. E un sorriso.
Dolci domeniche...

E ci risiamo:
il cliente non paga.
Dove ho sbagliato?

È commovente.
Quanti colori ha il mondo
se a guardarlo è un bimbo!

Pigrizia e seme:
due ospiti pedanti.
E male accetti.

Unica regola:
qui non ci sono regole.
Cazzo, che culo!

Silenzio, nasce
una spirale di fumo
dal tè, immobile.

La TV vende
due opere vincenti
che non comprerò.

Riferimenti.
Se li divorano a pranzo
i miei dèmoni.

Come in un coito
nelle mie depressioni
vo dentro e fuori.

Inspiro a fondo
la strana sigaretta.
La stanza pulsa.

Un altro sogno
da cui essere illuso
mi tiene in vita.

Valdagno amara.
Non un filo di zucchero
per il mio caffè.

C'è qualcun altro
che ha voglia di ingannarmi?
Oggi 3x2.

Voglia di piangere,
ma non me lo ricordo,
com'è che si fa.

Soglia socchiusa.
Gli abissi della carne.
Una vertigine.

Troppo rumore.
Troppa fottuta rabbia.
Bevo veleno.

Nell'oscurità
il fiato di Garbarek
si gonfia per me.

Cuore smarrito.
Offresi ricompensa
a chi lo ritrova.

Hai rotto il cazzo,
sei come il prezzemolo
''Aki no kure''!.

Un letto vuoto.
La pioggia settembrina
scende sprecata.

Faccio le boccacce
al bimbo che sorride.
Ladro di gioia.

Fanculo il mondo!
Non si può sempre perdere,
'sto giro è mio!

Mille occhi in uno.
Uno e infiniti viaggi.
Uno. Perduto.

Qualificato.
Chiedo poco. Mi assumo.
Autobecchino.

Sogno buttato
senza neanche provarci.
Non ho parole.

La disperata
ricerca di chi sono
non vuol placarsi.

Dopo la lite
profondi fino all'anima
i nostri baci.

Quaranta gradi.
Mi anestetizzo l'anima
per sopravvivermi.

Silenzio dopo
i mille diamanti liquidi.
Ne aggiungo un paio.

Silenzio radio.
Ne sono forse vittima?
Oppure artefice?

Sarei più autentico
se fossi meno cinico,
ma sarei morto.

Cortesemente
se qualcuno mi spiega
cos'è l'amore...

Lento scivola
nell'oblio più temuto
il mio paradiso.

Sembro cattivo
ma in realtà voglio solo
esser felice.

Ecco due occhi
in cui vorrei perdermi.
Breve contatto.

Vieni, ti mostro
l'armadio degli scheletri.
Puzza di chiuso.

Sono ancora tanti
i meccanismi oscuri
che mi dominano.

Cammino perso
nel mio significato.
Veggente cieco.

Brividi antichi.
Uno squillo inatteso
sconfigge il tempo.

Ho voglia di te,
ma per me non ci sei mai.
Mi masturberò.

Squilla telefono!
So che stasera anche tu
ti senti solo.

Un vetro rotto.
Un bulletto annoiato,
o forse peggio.

Sull'impossibile,
accecato dal bagliore,
lo sguardo rimane.

Ritrovo all'alba.
Logistica in ordine.
Tutti puntuali.

Il casellante
ci invidiava davvero:
volavamo via.

Ho aspettato troppo
e ora le parole
si son marcite.

Guardo lontano
ma tre accordi bastano
a farmi inciampare.

Cazzo c'è scritto?
Un captcha illeggibile
impedisce il download.

Quando penso a lei
non riesco a non pensare
a ciò che mai più avrò.

Chiudo i balconi.
Una di quelle sere
che è meglio soli.

Aiuto è un lusso
che a volte mi permetto
di non permettermi.

Faccio i bagagli.
Non mi son mai sentito
così lucido.

Bramo davvero
più d'ogni altra cosa
immenso perdono.

Vecchia sbadata.
Monetina orfana.
Carrello gratis.

Bello il soffitto!
Che dici, lavo i piatti?
Meglio il divano.

Sei un ometto,
mi dicevano sempre,
non devi piangere.

Bella la tacca,
dona alla mia portiera!
Davvero grazie.

Chi è la persona
che mi osserva allo specchio?
Roberto, sei tu?

Un incantesimo
mi tiene sotto scacco
e detta regole.

Gli occhi del mare.
Ho avuto un solo istante,
e l'ho perduto.

Cercando sogni
realizzo, chissà perché,
solo incubi.

Partita ieri.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mi manchi già.

Fatemi largo.
Solo per oggi celebro
il menefreghismo.

Niente regole:
non correva buon sangue
tra Cupido e Mosè.

E infine l'alba
agognata, al mutare
delle maree.

Si ciba di me
il mastino supersonico.
Soccombe il corpo.

Grumi di sangue
bagnati dal tramonto.
Cristo è Pilato.

Sogni. A volte
mi chiedo cosa li renda
irrealizzabili.

Giornata intensa.
Serve una lunga corsa
per scaricare.

Mi ruba l'anima
l'ennesima Francesca,
ma è neve al sole.

Ladri incapaci.
Val di più il vetro rotto
che non il malloppo.

Un tuffo al cuore
trasforma il crepuscolo
in timida alba.

Sotto tortura,
a un vizio capitale
do oggi asilo.

L'angelo biondo
contro il demone bianco.
Perde l'arbitro.

Per eluderla
a volte non basta un haiku:
solitudine.

Vacillo incredulo.
Toccato dal Re Cremisi
mi lascio andare.

Cielo d'incenso.
Stanotte niente lacrime
per la mia luna.

Carne avariata.
Ne è riempito il mio corpo,
non il mio frigo.

Buone intenzioni?
Mi ci pulisco il culo
a frittata fatta!

Un balzo ignoto
da affrontare per scelta.
Oltre il portello.

Stille di sangue
mi fanno da calamaio.
Cuore mestruato.

Avremmo un cuore
se l'uomo fosse nato
per soffrire. Ooops!

Arrogantello...
Finito infringuellato
come un bel tordo.

Lo sento dentro:
qualcosa crollerà
con gran fragore.

Mente distratta.
Passano le giornate
ed io non scrivo haiku.

Un altro oggi.
Poter rifarlo meglio.
Da uscirne pazzi!

Il pizzaiolo
mi vuole ancor più magro:
chiuso per ferie.

Anche stasera
il richiamo del cuscino
si fa forte e chiaro.

Con gli occhi del sogno
il più basso dei soffitti
ardisce al cielo.

Il Mortadella
c'ha la faccia intristita.
Che capitombolo!

C'è forse un modo
per trasformare il rantolo
assordante in canto?

Urlo nel buio
il dolore lacerante:
lacera uguale.

A luce spenta
tra i vapori bollenti
infine la pace.

Fondi di caffè.
Tracce di un risveglio
che giunse anzitempo.

Nascoste dentro
ho due tigri al guinzaglio:
la mente e il cuore.

Lasciarla andare.
Non l'ho mica capito
ancora in che modo.

Stanco riverbero
di suoni affaticati.
Soli. E inutili.

Complesso è il mondo.
Non più complesso di me
...almeno pensavo!

Oops! Eccolo qua.
C'è un ribelle fra noi.
Oops! Non c'è più.

Mi stai stressando.
Mi stai tirando scemo.
E smettila un po'!

Il compleanno
non è l'unico giorno
in cui si invecchia.

Una domenica
triste e malinconica
volge al termine.

Note liturgiche.
Mi accompagna dentro te
un magico si.

Digrigno i denti
quando forma e sostanza
sono incoerenti.

Nel labirinto
mille Franz tetraplegici.
No, mille e uno.

È nuvoloso.
La signora Marisa
rompe i coglioni.

Scalo in seconda
e l'asfalto paga dazio.
Dio un istante.

Paradossale:
la veglia della mente
genera mostri.

Buffo. In cima
alla lista dei miei nemici
appaio io.

Lo schizzo bianco
ha mancato il fazzoletto.
Dovrò pulire.

Devo affrettarmi
o gli ospiti arriveranno
prima dell'ospite!

Che scontro impari.
Non gli puoi dar del baro
se Dio gioca a dadi.

Fanno ridere
le manette di peluche.
Ma non da chiuse.

A che cazzo serve
un cadavere pianto?
Forse per alibi.

Che dentista estrae
la carie di un amore
che toglie il fiato?

Nel buio pesto
tocco il fondo e poi scavo.
Nero bruciante.

Piccola stella
sfuggitami di mano,
buona fortuna!

Sogni sbilenchi.
Un quadro di Dalì
mi romba in testa.

...e la Marisa
alla fine ha pagato.
Bravo Roberto.

As her brightness shines
my dead eyes rot in darkness.
Wish I never loved...

Se non sono zen,
perché insisto così tanto
a scrivere haiku?

Un'empia nube
vela una luna amata
che non riesco a odiare.

L'anno peggiore.
Il decennio migliore.
Punti di vista.

Ho fatto uscire
sesso, omicidio e arte
da dentro di me.

Ipermetria.
Riuscirò ad evitarla?
Temo proprio di... no.

Spirito libero
dalla bottiglia angusta.
Spirito schiavo.

Campane a morto.
L'onnipresente miete
un altro raccolto.

Cala la notte.
Un sublime anticipo
di sonno eterno.

Mi pesca in gola
solo foglie avvizzite
l'haiku, stasera.

Oggi fa caldo.
Domani farà freddo.
Mezze stagioni.