Con gli occhi del sogno
il più basso dei soffitti
ardisce al cielo.

Il compleanno
non è l'unico giorno
in cui si invecchia.

Cazzo c'è scritto?
Un captcha illeggibile
impedisce il download.

Paradossale:
la veglia della mente
genera mostri.

A che cazzo serve
un cadavere pianto?
Forse per alibi.

Sull'impossibile,
accecato dal bagliore,
lo sguardo rimane.

Sogni sbilenchi.
Un quadro di Dalì
mi romba in testa.

Ho voglia di te,
ma per me non ci sei mai.
Mi masturberò.

Dopo la lite
profondi fino all'anima
i nostri baci.

La prima neve
senza di te al mio fianco
è solo acqua.

Un vetro rotto.
Un bulletto annoiato,
o forse peggio.

As her brightness shines
my dead eyes rot in darkness.
Wish I never loved...

La TV vende
due opere vincenti
che non comprerò.

Sogno la fuga.
Qualsiasi altro inferno
ma non qui ora.

Chi è la persona
che mi osserva allo specchio?
Roberto, sei tu?

Sei un ometto,
mi dicevano sempre,
non devi piangere.

Lo sento dentro:
qualcosa crollerà
con gran fragore.

È stato un attimo,
un'illuminazione.
Amore? Non più.

Arrogantello...
Finito infringuellato
come un bel tordo.

C'è forse un modo
per trasformare il rantolo
assordante in canto?

Giornata intensa.
Serve una lunga corsa
per scaricare.

C'è qualcun altro
che ha voglia di ingannarmi?
Oggi 3x2.

Ho fatto uscire
sesso, omicidio e arte
da dentro di me.

La disperata
ricerca di chi sono
non vuol placarsi.

God? Women? Myself?
Something else to believe in
is badly needed.

Il Mortadella
c'ha la faccia intristita.
Che capitombolo!

Note liturgiche.
Mi accompagna dentro te
un magico si.

Un incantesimo
mi tiene sotto scacco
e detta regole.

Un tuffo al cuore
trasforma il crepuscolo
in timida alba.

Incrocio un angelo.
Sbando, poi mi ricordo
che son fidanzato.

Aiuto è un lusso
che a volte mi permetto
di non permettermi.

Nel labirinto
mille Franz tetraplegici.
No, mille e uno.

Complesso è il mondo.
Non più complesso di me
...almeno pensavo!

Campane a morto.
L'onnipresente miete
un altro raccolto.

E infine l'alba
agognata, al mutare
delle maree.

Fanno ridere
le manette di peluche.
Ma non da chiuse.

Brividi antichi.
Uno squillo inatteso
sconfigge il tempo.

Anche stasera
il richiamo del cuscino
si fa forte e chiaro.

Stille di sangue
mi fanno da calamaio.
Cuore mestruato.

Spirito libero
dalla bottiglia angusta.
Spirito schiavo.

Sogni. A volte
mi chiedo cosa li renda
irrealizzabili.

Sembro cattivo
ma in realtà voglio solo
esser felice.

Che dentista estrae
la carie di un amore
che toglie il fiato?

Stanco e sudato,
mi chiedo dove sono
e mi rispondo.

Sono ancora tanti
i meccanismi oscuri
che mi dominano.

Valdagno amara.
Non un filo di zucchero
per il mio caffè.

Qualificato.
Chiedo poco. Mi assumo.
Autobecchino.

Soglia socchiusa.
Gli abissi della carne.
Una vertigine.

Cuore smarrito.
Offresi ricompensa
a chi lo ritrova.

Un altro sogno
da cui essere illuso
mi tiene in vita.

Buone intenzioni?
Mi ci pulisco il culo
a frittata fatta!

Coi nervi al limite
una risata isterica
cela un singhiozzo.

Partita ieri.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mi manchi già.

Che scontro impari.
Non gli puoi dar del baro
se Dio gioca a dadi.

Un altro oggi.
Poter rifarlo meglio.
Da uscirne pazzi!

Cala la notte.
Un sublime anticipo
di sonno eterno.

Fatemi largo.
Solo per oggi celebro
il menefreghismo.

Lento scivola
nell'oblio più temuto
il mio paradiso.

Silenzio dopo
i mille diamanti liquidi.
Ne aggiungo un paio.

Mille occhi in uno.
Uno e infiniti viaggi.
Uno. Perduto.

Una domenica
triste e malinconica
volge al termine.

Bella la tacca,
dona alla mia portiera!
Davvero grazie.

Mi ruba l'anima
l'ennesima Francesca,
ma è neve al sole.

Unica regola:
qui non ci sono regole.
Cazzo, che culo!

Bramo davvero
più d'ogni altra cosa
immenso perdono.

Un fiore raro:
Orchidea-17.
Scelgo di coglierlo.

Vacillo incredulo.
Toccato dal Re Cremisi
mi lascio andare.

Piccola stella
sfuggitami di mano,
buona fortuna!

Ecco due occhi
in cui vorrei perdermi.
Breve contatto.

Faccio i bagagli.
Non mi son mai sentito
così lucido.

Cammino perso
nel mio significato.
Veggente cieco.

Crisi di panico,
ma ho fatto la mia scelta.
Ecco il mio capo...

Oggi rimando.
Domani rimanderò.
Si sistemerà?

Riferimenti.
Se li divorano a pranzo
i miei dèmoni.

Cercando sogni
realizzo, chissà perché,
solo incubi.

Sotto tortura,
a un vizio capitale
do oggi asilo.

Silenzio, nasce
una spirale di fumo
dal tè, immobile.

Lasciarla andare.
Non l'ho mica capito
ancora in che modo.

Chiudo i balconi.
Una di quelle sere
che è meglio soli.

Silenzio radio.
Ne sono forse vittima?
Oppure artefice?

È nuvoloso.
La signora Marisa
rompe i coglioni.

...e la Marisa
alla fine ha pagato.
Bravo Roberto.

Grumi di sangue
bagnati dal tramonto.
Cristo è Pilato.

Fondi di caffè.
Tracce di un risveglio
che giunse anzitempo.

Hai rotto il cazzo,
sei come il prezzemolo
''Aki no kure''!.

Troppo rumore.
Troppa fottuta rabbia.
Bevo veleno.

Carne avariata.
Ne è riempito il mio corpo,
non il mio frigo.

Come in un coito
nelle mie depressioni
vo dentro e fuori.

Stanco riverbero
di suoni affaticati.
Soli. E inutili.

Devo affrettarmi
o gli ospiti arriveranno
prima dell'ospite!

Mi pesca in gola
solo foglie avvizzite
l'haiku, stasera.

Inspiro a fondo
la strana sigaretta.
La stanza pulsa.

Scalo in seconda
e l'asfalto paga dazio.
Dio un istante.

Ho aspettato troppo
e ora le parole
si son marcite.

È commovente.
Quanti colori ha il mondo
se a guardarlo è un bimbo!

Pigrizia e seme:
due ospiti pedanti.
E male accetti.

Vecchia sbadata.
Monetina orfana.
Carrello gratis.

Un letto vuoto.
La pioggia settembrina
scende sprecata.

Cercando orme
che la sabbia non riesce
a conservare.

Vieni, ti mostro
l'armadio degli scheletri.
Puzza di chiuso.

Un amico, sì,
ma un'amica mi sa da...
coito interrotto.

Cielo d'incenso.
Stanotte niente lacrime
per la mia luna.

Un balzo ignoto
da affrontare per scelta.
Oltre il portello.

Mi stai stressando.
Mi stai tirando scemo.
E smettila un po'!

E ci risiamo:
il cliente non paga.
Dove ho sbagliato?

Urlo nel buio
il dolore lacerante:
lacera uguale.

Nascoste dentro
ho due tigri al guinzaglio:
la mente e il cuore.

Niente regole:
non correva buon sangue
tra Cupido e Mosè.

Nel buio pesto
tocco il fondo e poi scavo.
Nero bruciante.

Gira la testa.
Mi dedico un momento
a fine giornata.

A luce spenta
tra i vapori bollenti
infine la pace.

Il pizzaiolo
mi vuole ancor più magro:
chiuso per ferie.

Un filo d'erba,
una lingua d'asfalto.
Mondo confuso.

Bello il soffitto!
Che dici, lavo i piatti?
Meglio il divano.

Faccio le boccacce
al bimbo che sorride.
Ladro di gioia.

Ladri incapaci.
Val di più il vetro rotto
che non il malloppo.

Squilla telefono!
So che stasera anche tu
ti senti solo.

Guardo lontano
ma tre accordi bastano
a farmi inciampare.

Ricordi vaghi.
Chi sono diventato?
Nebbia insistente.

Nell'oscurità
il fiato di Garbarek
si gonfia per me.

Tra le lenzuola,
un frutto. E un sorriso.
Dolci domeniche...

Se non sono zen,
perché insisto così tanto
a scrivere haiku?

Quaranta gradi.
Mi anestetizzo l'anima
per sopravvivermi.

Sogno buttato
senza neanche provarci.
Non ho parole.

Un'empia nube
vela una luna amata
che non riesco a odiare.

Cortesemente
se qualcuno mi spiega
cos'è l'amore...

L'angelo biondo
contro il demone bianco.
Perde l'arbitro.

Quando penso a lei
non riesco a non pensare
a ciò che mai più avrò.

Ritrovo all'alba.
Logistica in ordine.
Tutti puntuali.

Mente distratta.
Passano le giornate
ed io non scrivo haiku.

Avremmo un cuore
se l'uomo fosse nato
per soffrire. Ooops!

Ipermetria.
Riuscirò ad evitarla?
Temo proprio di... no.

L'anno peggiore.
Il decennio migliore.
Punti di vista.

Voglia di piangere,
ma non me lo ricordo,
com'è che si fa.

Sarei più autentico
se fossi meno cinico,
ma sarei morto.

Per eluderla
a volte non basta un haiku:
solitudine.

Gli occhi del mare.
Ho avuto un solo istante,
e l'ho perduto.

Digrigno i denti
quando forma e sostanza
sono incoerenti.

Lo schizzo bianco
ha mancato il fazzoletto.
Dovrò pulire.

Oops! Eccolo qua.
C'è un ribelle fra noi.
Oops! Non c'è più.

Mi tocca spingere,
addominali stanchi,
mi servono fibre.

Il casellante
ci invidiava davvero:
volavamo via.

Buffo. In cima
alla lista dei miei nemici
appaio io.

Oggi fa caldo.
Domani farà freddo.
Mezze stagioni.

Si ciba di me
il mastino supersonico.
Soccombe il corpo.

Fanculo il mondo!
Non si può sempre perdere,
'sto giro è mio!