Bello il soffitto!
Che dici, lavo i piatti?
Meglio il divano.

La disperata
ricerca di chi sono
non vuol placarsi.

Faccio i bagagli.
Non mi son mai sentito
così lucido.

Complesso è il mondo.
Non più complesso di me
...almeno pensavo!

Fanculo il mondo!
Non si può sempre perdere,
'sto giro è mio!

Il compleanno
non è l'unico giorno
in cui si invecchia.

Vecchia sbadata.
Monetina orfana.
Carrello gratis.

Avremmo un cuore
se l'uomo fosse nato
per soffrire. Ooops!

Il casellante
ci invidiava davvero:
volavamo via.

Sono ancora tanti
i meccanismi oscuri
che mi dominano.

Ladri incapaci.
Val di più il vetro rotto
che non il malloppo.

Se non sono zen,
perché insisto così tanto
a scrivere haiku?

Grumi di sangue
bagnati dal tramonto.
Cristo è Pilato.

Giornata intensa.
Serve una lunga corsa
per scaricare.

God? Women? Myself?
Something else to believe in
is badly needed.

Cazzo c'è scritto?
Un captcha illeggibile
impedisce il download.

Buffo. In cima
alla lista dei miei nemici
appaio io.

L'angelo biondo
contro il demone bianco.
Perde l'arbitro.

Mi ruba l'anima
l'ennesima Francesca,
ma è neve al sole.

Brividi antichi.
Uno squillo inatteso
sconfigge il tempo.

Sogni. A volte
mi chiedo cosa li renda
irrealizzabili.

La prima neve
senza di te al mio fianco
è solo acqua.

Fanno ridere
le manette di peluche.
Ma non da chiuse.

Un balzo ignoto
da affrontare per scelta.
Oltre il portello.

Oggi fa caldo.
Domani farà freddo.
Mezze stagioni.

...e la Marisa
alla fine ha pagato.
Bravo Roberto.

Una domenica
triste e malinconica
volge al termine.

Il pizzaiolo
mi vuole ancor più magro:
chiuso per ferie.

Ipermetria.
Riuscirò ad evitarla?
Temo proprio di... no.

Un tuffo al cuore
trasforma il crepuscolo
in timida alba.

Sotto tortura,
a un vizio capitale
do oggi asilo.

Che scontro impari.
Non gli puoi dar del baro
se Dio gioca a dadi.

Quaranta gradi.
Mi anestetizzo l'anima
per sopravvivermi.

Lo sento dentro:
qualcosa crollerà
con gran fragore.

Note liturgiche.
Mi accompagna dentro te
un magico si.

Partita ieri.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mi manchi già.

L'anno peggiore.
Il decennio migliore.
Punti di vista.

Sei un ometto,
mi dicevano sempre,
non devi piangere.

Soglia socchiusa.
Gli abissi della carne.
Una vertigine.

Come in un coito
nelle mie depressioni
vo dentro e fuori.

Sogno buttato
senza neanche provarci.
Non ho parole.

Vieni, ti mostro
l'armadio degli scheletri.
Puzza di chiuso.

Ritrovo all'alba.
Logistica in ordine.
Tutti puntuali.

Chi è la persona
che mi osserva allo specchio?
Roberto, sei tu?

Tra le lenzuola,
un frutto. E un sorriso.
Dolci domeniche...

Pigrizia e seme:
due ospiti pedanti.
E male accetti.

As her brightness shines
my dead eyes rot in darkness.
Wish I never loved...

Mi pesca in gola
solo foglie avvizzite
l'haiku, stasera.

Che dentista estrae
la carie di un amore
che toglie il fiato?

Carne avariata.
Ne è riempito il mio corpo,
non il mio frigo.

Lo schizzo bianco
ha mancato il fazzoletto.
Dovrò pulire.

Digrigno i denti
quando forma e sostanza
sono incoerenti.

Campane a morto.
L'onnipresente miete
un altro raccolto.

Gira la testa.
Mi dedico un momento
a fine giornata.

Qualificato.
Chiedo poco. Mi assumo.
Autobecchino.

Nell'oscurità
il fiato di Garbarek
si gonfia per me.

Fatemi largo.
Solo per oggi celebro
il menefreghismo.

Sogno la fuga.
Qualsiasi altro inferno
ma non qui ora.

Crisi di panico,
ma ho fatto la mia scelta.
Ecco il mio capo...

Devo affrettarmi
o gli ospiti arriveranno
prima dell'ospite!

Ecco due occhi
in cui vorrei perdermi.
Breve contatto.

Cielo d'incenso.
Stanotte niente lacrime
per la mia luna.

Sembro cattivo
ma in realtà voglio solo
esser felice.

Cercando sogni
realizzo, chissà perché,
solo incubi.

Cercando orme
che la sabbia non riesce
a conservare.

Oops! Eccolo qua.
C'è un ribelle fra noi.
Oops! Non c'è più.

Un fiore raro:
Orchidea-17.
Scelgo di coglierlo.

Coi nervi al limite
una risata isterica
cela un singhiozzo.

Buone intenzioni?
Mi ci pulisco il culo
a frittata fatta!

Inspiro a fondo
la strana sigaretta.
La stanza pulsa.

Scalo in seconda
e l'asfalto paga dazio.
Dio un istante.

Lasciarla andare.
Non l'ho mica capito
ancora in che modo.

Faccio le boccacce
al bimbo che sorride.
Ladro di gioia.

Stanco e sudato,
mi chiedo dove sono
e mi rispondo.

Troppo rumore.
Troppa fottuta rabbia.
Bevo veleno.

A che cazzo serve
un cadavere pianto?
Forse per alibi.

Il Mortadella
c'ha la faccia intristita.
Che capitombolo!

Un'empia nube
vela una luna amata
che non riesco a odiare.

Con gli occhi del sogno
il più basso dei soffitti
ardisce al cielo.

Lento scivola
nell'oblio più temuto
il mio paradiso.

Un altro oggi.
Poter rifarlo meglio.
Da uscirne pazzi!

Riferimenti.
Se li divorano a pranzo
i miei dèmoni.

Bella la tacca,
dona alla mia portiera!
Davvero grazie.

Urlo nel buio
il dolore lacerante:
lacera uguale.

Silenzio dopo
i mille diamanti liquidi.
Ne aggiungo un paio.

Incrocio un angelo.
Sbando, poi mi ricordo
che son fidanzato.

Un incantesimo
mi tiene sotto scacco
e detta regole.

Un altro sogno
da cui essere illuso
mi tiene in vita.

Mente distratta.
Passano le giornate
ed io non scrivo haiku.

Oggi rimando.
Domani rimanderò.
Si sistemerà?

Anche stasera
il richiamo del cuscino
si fa forte e chiaro.

Ricordi vaghi.
Chi sono diventato?
Nebbia insistente.

È stato un attimo,
un'illuminazione.
Amore? Non più.

Nel labirinto
mille Franz tetraplegici.
No, mille e uno.

Un letto vuoto.
La pioggia settembrina
scende sprecata.

Guardo lontano
ma tre accordi bastano
a farmi inciampare.

Spirito libero
dalla bottiglia angusta.
Spirito schiavo.

C'è qualcun altro
che ha voglia di ingannarmi?
Oggi 3x2.

Cammino perso
nel mio significato.
Veggente cieco.

La TV vende
due opere vincenti
che non comprerò.

Arrogantello...
Finito infringuellato
come un bel tordo.

Valdagno amara.
Non un filo di zucchero
per il mio caffè.

Squilla telefono!
So che stasera anche tu
ti senti solo.

C'è forse un modo
per trasformare il rantolo
assordante in canto?

Gli occhi del mare.
Ho avuto un solo istante,
e l'ho perduto.

Quando penso a lei
non riesco a non pensare
a ciò che mai più avrò.

Cuore smarrito.
Offresi ricompensa
a chi lo ritrova.

Ho fatto uscire
sesso, omicidio e arte
da dentro di me.

Cortesemente
se qualcuno mi spiega
cos'è l'amore...

E ci risiamo:
il cliente non paga.
Dove ho sbagliato?

Cala la notte.
Un sublime anticipo
di sonno eterno.

Unica regola:
qui non ci sono regole.
Cazzo, che culo!

Un filo d'erba,
una lingua d'asfalto.
Mondo confuso.

Ho aspettato troppo
e ora le parole
si son marcite.

Voglia di piangere,
ma non me lo ricordo,
com'è che si fa.

È commovente.
Quanti colori ha il mondo
se a guardarlo è un bimbo!

Vacillo incredulo.
Toccato dal Re Cremisi
mi lascio andare.

Stanco riverbero
di suoni affaticati.
Soli. E inutili.

Un vetro rotto.
Un bulletto annoiato,
o forse peggio.

Paradossale:
la veglia della mente
genera mostri.

Silenzio radio.
Ne sono forse vittima?
Oppure artefice?

Nascoste dentro
ho due tigri al guinzaglio:
la mente e il cuore.

Aiuto è un lusso
che a volte mi permetto
di non permettermi.

Fondi di caffè.
Tracce di un risveglio
che giunse anzitempo.

Dopo la lite
profondi fino all'anima
i nostri baci.

A luce spenta
tra i vapori bollenti
infine la pace.

Ho voglia di te,
ma per me non ci sei mai.
Mi masturberò.

Stille di sangue
mi fanno da calamaio.
Cuore mestruato.

È nuvoloso.
La signora Marisa
rompe i coglioni.

Silenzio, nasce
una spirale di fumo
dal tè, immobile.

Si ciba di me
il mastino supersonico.
Soccombe il corpo.

Sull'impossibile,
accecato dal bagliore,
lo sguardo rimane.

Hai rotto il cazzo,
sei come il prezzemolo
''Aki no kure''!.

Niente regole:
non correva buon sangue
tra Cupido e Mosè.

Sarei più autentico
se fossi meno cinico,
ma sarei morto.

E infine l'alba
agognata, al mutare
delle maree.

Sogni sbilenchi.
Un quadro di Dalì
mi romba in testa.

Piccola stella
sfuggitami di mano,
buona fortuna!

Chiudo i balconi.
Una di quelle sere
che è meglio soli.

Mi stai stressando.
Mi stai tirando scemo.
E smettila un po'!

Per eluderla
a volte non basta un haiku:
solitudine.

Bramo davvero
più d'ogni altra cosa
immenso perdono.

Mille occhi in uno.
Uno e infiniti viaggi.
Uno. Perduto.

Un amico, sì,
ma un'amica mi sa da...
coito interrotto.

Nel buio pesto
tocco il fondo e poi scavo.
Nero bruciante.

Mi tocca spingere,
addominali stanchi,
mi servono fibre.