Silenzio, nasce
una spirale di fumo
dal tè, immobile.

Ho aspettato troppo
e ora le parole
si son marcite.

Lasciarla andare.
Non l'ho mica capito
ancora in che modo.

Unica regola:
qui non ci sono regole.
Cazzo, che culo!

As her brightness shines
my dead eyes rot in darkness.
Wish I never loved...

Che dentista estrae
la carie di un amore
che toglie il fiato?

Per eluderla
a volte non basta un haiku:
solitudine.

A luce spenta
tra i vapori bollenti
infine la pace.

Stanco riverbero
di suoni affaticati.
Soli. E inutili.

Aiuto è un lusso
che a volte mi permetto
di non permettermi.

Qualificato.
Chiedo poco. Mi assumo.
Autobecchino.

Grumi di sangue
bagnati dal tramonto.
Cristo è Pilato.

Ritrovo all'alba.
Logistica in ordine.
Tutti puntuali.

Ricordi vaghi.
Chi sono diventato?
Nebbia insistente.

Silenzio radio.
Ne sono forse vittima?
Oppure artefice?

Buffo. In cima
alla lista dei miei nemici
appaio io.

Cortesemente
se qualcuno mi spiega
cos'è l'amore...

Vecchia sbadata.
Monetina orfana.
Carrello gratis.

Anche stasera
il richiamo del cuscino
si fa forte e chiaro.

Tra le lenzuola,
un frutto. E un sorriso.
Dolci domeniche...

Un'empia nube
vela una luna amata
che non riesco a odiare.

Con gli occhi del sogno
il più basso dei soffitti
ardisce al cielo.

Il casellante
ci invidiava davvero:
volavamo via.

Il pizzaiolo
mi vuole ancor più magro:
chiuso per ferie.

C'è forse un modo
per trasformare il rantolo
assordante in canto?

God? Women? Myself?
Something else to believe in
is badly needed.

Sogno la fuga.
Qualsiasi altro inferno
ma non qui ora.

Urlo nel buio
il dolore lacerante:
lacera uguale.

Giornata intensa.
Serve una lunga corsa
per scaricare.

Mi tocca spingere,
addominali stanchi,
mi servono fibre.

Hai rotto il cazzo,
sei come il prezzemolo
''Aki no kure''!.

Fanculo il mondo!
Non si può sempre perdere,
'sto giro è mio!

Faccio le boccacce
al bimbo che sorride.
Ladro di gioia.

Mente distratta.
Passano le giornate
ed io non scrivo haiku.

Note liturgiche.
Mi accompagna dentro te
un magico si.

Niente regole:
non correva buon sangue
tra Cupido e Mosè.

Ipermetria.
Riuscirò ad evitarla?
Temo proprio di... no.

Silenzio dopo
i mille diamanti liquidi.
Ne aggiungo un paio.

La disperata
ricerca di chi sono
non vuol placarsi.

Chiudo i balconi.
Una di quelle sere
che è meglio soli.

Ladri incapaci.
Val di più il vetro rotto
che non il malloppo.

La prima neve
senza di te al mio fianco
è solo acqua.

Un balzo ignoto
da affrontare per scelta.
Oltre il portello.

Ho fatto uscire
sesso, omicidio e arte
da dentro di me.

Lo sento dentro:
qualcosa crollerà
con gran fragore.

La TV vende
due opere vincenti
che non comprerò.

Mille occhi in uno.
Uno e infiniti viaggi.
Uno. Perduto.

Fondi di caffè.
Tracce di un risveglio
che giunse anzitempo.

Sull'impossibile,
accecato dal bagliore,
lo sguardo rimane.

Ecco due occhi
in cui vorrei perdermi.
Breve contatto.

Arrogantello...
Finito infringuellato
come un bel tordo.

Quaranta gradi.
Mi anestetizzo l'anima
per sopravvivermi.

Sei un ometto,
mi dicevano sempre,
non devi piangere.

Cielo d'incenso.
Stanotte niente lacrime
per la mia luna.

Stille di sangue
mi fanno da calamaio.
Cuore mestruato.

Lo schizzo bianco
ha mancato il fazzoletto.
Dovrò pulire.

Cuore smarrito.
Offresi ricompensa
a chi lo ritrova.

Cammino perso
nel mio significato.
Veggente cieco.

Sogno buttato
senza neanche provarci.
Non ho parole.

L'angelo biondo
contro il demone bianco.
Perde l'arbitro.

Cercando orme
che la sabbia non riesce
a conservare.

Oggi fa caldo.
Domani farà freddo.
Mezze stagioni.

E infine l'alba
agognata, al mutare
delle maree.

Un incantesimo
mi tiene sotto scacco
e detta regole.

Brividi antichi.
Uno squillo inatteso
sconfigge il tempo.

Troppo rumore.
Troppa fottuta rabbia.
Bevo veleno.

Come in un coito
nelle mie depressioni
vo dentro e fuori.

È commovente.
Quanti colori ha il mondo
se a guardarlo è un bimbo!

Coi nervi al limite
una risata isterica
cela un singhiozzo.

Sogni. A volte
mi chiedo cosa li renda
irrealizzabili.

Piccola stella
sfuggitami di mano,
buona fortuna!

Complesso è il mondo.
Non più complesso di me
...almeno pensavo!

Lento scivola
nell'oblio più temuto
il mio paradiso.

Guardo lontano
ma tre accordi bastano
a farmi inciampare.

Squilla telefono!
So che stasera anche tu
ti senti solo.

Buone intenzioni?
Mi ci pulisco il culo
a frittata fatta!

Nel labirinto
mille Franz tetraplegici.
No, mille e uno.

Mi ruba l'anima
l'ennesima Francesca,
ma è neve al sole.

Bello il soffitto!
Che dici, lavo i piatti?
Meglio il divano.

Fatemi largo.
Solo per oggi celebro
il menefreghismo.

Mi stai stressando.
Mi stai tirando scemo.
E smettila un po'!

Un letto vuoto.
La pioggia settembrina
scende sprecata.

A che cazzo serve
un cadavere pianto?
Forse per alibi.

Cercando sogni
realizzo, chissà perché,
solo incubi.

Faccio i bagagli.
Non mi son mai sentito
così lucido.

Un altro sogno
da cui essere illuso
mi tiene in vita.

Paradossale:
la veglia della mente
genera mostri.

...e la Marisa
alla fine ha pagato.
Bravo Roberto.

Gli occhi del mare.
Ho avuto un solo istante,
e l'ho perduto.

Oops! Eccolo qua.
C'è un ribelle fra noi.
Oops! Non c'è più.

Nascoste dentro
ho due tigri al guinzaglio:
la mente e il cuore.

Riferimenti.
Se li divorano a pranzo
i miei dèmoni.

Un fiore raro:
Orchidea-17.
Scelgo di coglierlo.

Il compleanno
non è l'unico giorno
in cui si invecchia.

Valdagno amara.
Non un filo di zucchero
per il mio caffè.

Gira la testa.
Mi dedico un momento
a fine giornata.

Nell'oscurità
il fiato di Garbarek
si gonfia per me.

Mi pesca in gola
solo foglie avvizzite
l'haiku, stasera.

Incrocio un angelo.
Sbando, poi mi ricordo
che son fidanzato.

Digrigno i denti
quando forma e sostanza
sono incoerenti.

Se non sono zen,
perché insisto così tanto
a scrivere haiku?

Stanco e sudato,
mi chiedo dove sono
e mi rispondo.

Fanno ridere
le manette di peluche.
Ma non da chiuse.

Bramo davvero
più d'ogni altra cosa
immenso perdono.

Pigrizia e seme:
due ospiti pedanti.
E male accetti.

Il Mortadella
c'ha la faccia intristita.
Che capitombolo!

Sembro cattivo
ma in realtà voglio solo
esser felice.

Un vetro rotto.
Un bulletto annoiato,
o forse peggio.

Sono ancora tanti
i meccanismi oscuri
che mi dominano.

Sogni sbilenchi.
Un quadro di Dalì
mi romba in testa.

Crisi di panico,
ma ho fatto la mia scelta.
Ecco il mio capo...

Un amico, sì,
ma un'amica mi sa da...
coito interrotto.

Che scontro impari.
Non gli puoi dar del baro
se Dio gioca a dadi.

Si ciba di me
il mastino supersonico.
Soccombe il corpo.

Avremmo un cuore
se l'uomo fosse nato
per soffrire. Ooops!

Cazzo c'è scritto?
Un captcha illeggibile
impedisce il download.

Partita ieri.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mi manchi già.

Quando penso a lei
non riesco a non pensare
a ciò che mai più avrò.

L'anno peggiore.
Il decennio migliore.
Punti di vista.

Cala la notte.
Un sublime anticipo
di sonno eterno.

Scalo in seconda
e l'asfalto paga dazio.
Dio un istante.

Nel buio pesto
tocco il fondo e poi scavo.
Nero bruciante.

C'è qualcun altro
che ha voglia di ingannarmi?
Oggi 3x2.

Chi è la persona
che mi osserva allo specchio?
Roberto, sei tu?

Bella la tacca,
dona alla mia portiera!
Davvero grazie.

Un filo d'erba,
una lingua d'asfalto.
Mondo confuso.

Spirito libero
dalla bottiglia angusta.
Spirito schiavo.

Vieni, ti mostro
l'armadio degli scheletri.
Puzza di chiuso.

Carne avariata.
Ne è riempito il mio corpo,
non il mio frigo.

Voglia di piangere,
ma non me lo ricordo,
com'è che si fa.

Una domenica
triste e malinconica
volge al termine.

Devo affrettarmi
o gli ospiti arriveranno
prima dell'ospite!

Ho voglia di te,
ma per me non ci sei mai.
Mi masturberò.

È stato un attimo,
un'illuminazione.
Amore? Non più.

E ci risiamo:
il cliente non paga.
Dove ho sbagliato?

Inspiro a fondo
la strana sigaretta.
La stanza pulsa.

Vacillo incredulo.
Toccato dal Re Cremisi
mi lascio andare.

Un altro oggi.
Poter rifarlo meglio.
Da uscirne pazzi!

Soglia socchiusa.
Gli abissi della carne.
Una vertigine.

Dopo la lite
profondi fino all'anima
i nostri baci.

Un tuffo al cuore
trasforma il crepuscolo
in timida alba.

Sotto tortura,
a un vizio capitale
do oggi asilo.

Sarei più autentico
se fossi meno cinico,
ma sarei morto.

È nuvoloso.
La signora Marisa
rompe i coglioni.

Campane a morto.
L'onnipresente miete
un altro raccolto.

Oggi rimando.
Domani rimanderò.
Si sistemerà?