Grumi di sangue
bagnati dal tramonto.
Cristo è Pilato.

Ecco due occhi
in cui vorrei perdermi.
Breve contatto.

Gli occhi del mare.
Ho avuto un solo istante,
e l'ho perduto.

E infine l'alba
agognata, al mutare
delle maree.

Urlo nel buio
il dolore lacerante:
lacera uguale.

Mi tocca spingere,
addominali stanchi,
mi servono fibre.

L'angelo biondo
contro il demone bianco.
Perde l'arbitro.

La prima neve
senza di te al mio fianco
è solo acqua.

Mille occhi in uno.
Uno e infiniti viaggi.
Uno. Perduto.

Partita ieri.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mi manchi già.

Bella la tacca,
dona alla mia portiera!
Davvero grazie.

Cercando orme
che la sabbia non riesce
a conservare.

Per eluderla
a volte non basta un haiku:
solitudine.

Il compleanno
non è l'unico giorno
in cui si invecchia.

Silenzio radio.
Ne sono forse vittima?
Oppure artefice?

Oggi fa caldo.
Domani farà freddo.
Mezze stagioni.

Stille di sangue
mi fanno da calamaio.
Cuore mestruato.

Lento scivola
nell'oblio più temuto
il mio paradiso.

C'è forse un modo
per trasformare il rantolo
assordante in canto?

Un vetro rotto.
Un bulletto annoiato,
o forse peggio.

La TV vende
due opere vincenti
che non comprerò.

Inspiro a fondo
la strana sigaretta.
La stanza pulsa.

Oops! Eccolo qua.
C'è un ribelle fra noi.
Oops! Non c'è più.

Una domenica
triste e malinconica
volge al termine.

Giornata intensa.
Serve una lunga corsa
per scaricare.

Campane a morto.
L'onnipresente miete
un altro raccolto.

Spirito libero
dalla bottiglia angusta.
Spirito schiavo.

Lo sento dentro:
qualcosa crollerà
con gran fragore.

Brividi antichi.
Uno squillo inatteso
sconfigge il tempo.

Mi ruba l'anima
l'ennesima Francesca,
ma è neve al sole.

Il pizzaiolo
mi vuole ancor più magro:
chiuso per ferie.

Buone intenzioni?
Mi ci pulisco il culo
a frittata fatta!

Cielo d'incenso.
Stanotte niente lacrime
per la mia luna.

Silenzio, nasce
una spirale di fumo
dal tè, immobile.

Quando penso a lei
non riesco a non pensare
a ciò che mai più avrò.

Ho fatto uscire
sesso, omicidio e arte
da dentro di me.

Un fiore raro:
Orchidea-17.
Scelgo di coglierlo.

Chiudo i balconi.
Una di quelle sere
che è meglio soli.

Tra le lenzuola,
un frutto. E un sorriso.
Dolci domeniche...

Soglia socchiusa.
Gli abissi della carne.
Una vertigine.

Sogno buttato
senza neanche provarci.
Non ho parole.

Lo schizzo bianco
ha mancato il fazzoletto.
Dovrò pulire.

Squilla telefono!
So che stasera anche tu
ti senti solo.

Un altro oggi.
Poter rifarlo meglio.
Da uscirne pazzi!

Valdagno amara.
Non un filo di zucchero
per il mio caffè.

Gira la testa.
Mi dedico un momento
a fine giornata.

Nel labirinto
mille Franz tetraplegici.
No, mille e uno.

Quaranta gradi.
Mi anestetizzo l'anima
per sopravvivermi.

Bramo davvero
più d'ogni altra cosa
immenso perdono.

Hai rotto il cazzo,
sei come il prezzemolo
''Aki no kure''!.

Che scontro impari.
Non gli puoi dar del baro
se Dio gioca a dadi.

Un balzo ignoto
da affrontare per scelta.
Oltre il portello.

È commovente.
Quanti colori ha il mondo
se a guardarlo è un bimbo!

Oggi rimando.
Domani rimanderò.
Si sistemerà?

Riferimenti.
Se li divorano a pranzo
i miei dèmoni.

Vieni, ti mostro
l'armadio degli scheletri.
Puzza di chiuso.

Un tuffo al cuore
trasforma il crepuscolo
in timida alba.

Fanno ridere
le manette di peluche.
Ma non da chiuse.

A luce spenta
tra i vapori bollenti
infine la pace.

Sull'impossibile,
accecato dal bagliore,
lo sguardo rimane.

Pigrizia e seme:
due ospiti pedanti.
E male accetti.

Digrigno i denti
quando forma e sostanza
sono incoerenti.

God? Women? Myself?
Something else to believe in
is badly needed.

Il casellante
ci invidiava davvero:
volavamo via.

Se non sono zen,
perché insisto così tanto
a scrivere haiku?

Buffo. In cima
alla lista dei miei nemici
appaio io.

Cercando sogni
realizzo, chissà perché,
solo incubi.

Vecchia sbadata.
Monetina orfana.
Carrello gratis.

Fatemi largo.
Solo per oggi celebro
il menefreghismo.

Sogni sbilenchi.
Un quadro di Dalì
mi romba in testa.

Vacillo incredulo.
Toccato dal Re Cremisi
mi lascio andare.

Carne avariata.
Ne è riempito il mio corpo,
non il mio frigo.

Scalo in seconda
e l'asfalto paga dazio.
Dio un istante.

L'anno peggiore.
Il decennio migliore.
Punti di vista.

Faccio i bagagli.
Non mi son mai sentito
così lucido.

...e la Marisa
alla fine ha pagato.
Bravo Roberto.

Un'empia nube
vela una luna amata
che non riesco a odiare.

Silenzio dopo
i mille diamanti liquidi.
Ne aggiungo un paio.

Fanculo il mondo!
Non si può sempre perdere,
'sto giro è mio!

Sarei più autentico
se fossi meno cinico,
ma sarei morto.

Mente distratta.
Passano le giornate
ed io non scrivo haiku.

E ci risiamo:
il cliente non paga.
Dove ho sbagliato?

Nascoste dentro
ho due tigri al guinzaglio:
la mente e il cuore.

Sogno la fuga.
Qualsiasi altro inferno
ma non qui ora.

Il Mortadella
c'ha la faccia intristita.
Che capitombolo!

Anche stasera
il richiamo del cuscino
si fa forte e chiaro.

Aiuto è un lusso
che a volte mi permetto
di non permettermi.

Un filo d'erba,
una lingua d'asfalto.
Mondo confuso.

Sogni. A volte
mi chiedo cosa li renda
irrealizzabili.

Cuore smarrito.
Offresi ricompensa
a chi lo ritrova.

Ho aspettato troppo
e ora le parole
si son marcite.

Mi pesca in gola
solo foglie avvizzite
l'haiku, stasera.

Note liturgiche.
Mi accompagna dentro te
un magico si.

Che dentista estrae
la carie di un amore
che toglie il fiato?

Come in un coito
nelle mie depressioni
vo dentro e fuori.

Ho voglia di te,
ma per me non ci sei mai.
Mi masturberò.

Crisi di panico,
ma ho fatto la mia scelta.
Ecco il mio capo...

Qualificato.
Chiedo poco. Mi assumo.
Autobecchino.

Ritrovo all'alba.
Logistica in ordine.
Tutti puntuali.

Paradossale:
la veglia della mente
genera mostri.

La disperata
ricerca di chi sono
non vuol placarsi.

Stanco e sudato,
mi chiedo dove sono
e mi rispondo.

Complesso è il mondo.
Non più complesso di me
...almeno pensavo!

Nel buio pesto
tocco il fondo e poi scavo.
Nero bruciante.

Sembro cattivo
ma in realtà voglio solo
esser felice.

Sei un ometto,
mi dicevano sempre,
non devi piangere.

Guardo lontano
ma tre accordi bastano
a farmi inciampare.

Troppo rumore.
Troppa fottuta rabbia.
Bevo veleno.

Si ciba di me
il mastino supersonico.
Soccombe il corpo.

Mi stai stressando.
Mi stai tirando scemo.
E smettila un po'!

As her brightness shines
my dead eyes rot in darkness.
Wish I never loved...

È nuvoloso.
La signora Marisa
rompe i coglioni.

Unica regola:
qui non ci sono regole.
Cazzo, che culo!

È stato un attimo,
un'illuminazione.
Amore? Non più.

Bello il soffitto!
Che dici, lavo i piatti?
Meglio il divano.

Un incantesimo
mi tiene sotto scacco
e detta regole.

Sotto tortura,
a un vizio capitale
do oggi asilo.

Stanco riverbero
di suoni affaticati.
Soli. E inutili.

C'è qualcun altro
che ha voglia di ingannarmi?
Oggi 3x2.

Cammino perso
nel mio significato.
Veggente cieco.

A che cazzo serve
un cadavere pianto?
Forse per alibi.

Chi è la persona
che mi osserva allo specchio?
Roberto, sei tu?

Devo affrettarmi
o gli ospiti arriveranno
prima dell'ospite!

Con gli occhi del sogno
il più basso dei soffitti
ardisce al cielo.

Cortesemente
se qualcuno mi spiega
cos'è l'amore...

Cala la notte.
Un sublime anticipo
di sonno eterno.

Niente regole:
non correva buon sangue
tra Cupido e Mosè.

Un amico, sì,
ma un'amica mi sa da...
coito interrotto.

Voglia di piangere,
ma non me lo ricordo,
com'è che si fa.

Un altro sogno
da cui essere illuso
mi tiene in vita.

Cazzo c'è scritto?
Un captcha illeggibile
impedisce il download.

Faccio le boccacce
al bimbo che sorride.
Ladro di gioia.

Lasciarla andare.
Non l'ho mica capito
ancora in che modo.

Incrocio un angelo.
Sbando, poi mi ricordo
che son fidanzato.

Ipermetria.
Riuscirò ad evitarla?
Temo proprio di... no.

Coi nervi al limite
una risata isterica
cela un singhiozzo.

Arrogantello...
Finito infringuellato
come un bel tordo.

Un letto vuoto.
La pioggia settembrina
scende sprecata.

Avremmo un cuore
se l'uomo fosse nato
per soffrire. Ooops!

Nell'oscurità
il fiato di Garbarek
si gonfia per me.

Ladri incapaci.
Val di più il vetro rotto
che non il malloppo.

Ricordi vaghi.
Chi sono diventato?
Nebbia insistente.

Dopo la lite
profondi fino all'anima
i nostri baci.

Sono ancora tanti
i meccanismi oscuri
che mi dominano.

Piccola stella
sfuggitami di mano,
buona fortuna!

Fondi di caffè.
Tracce di un risveglio
che giunse anzitempo.