Unica regola:
qui non ci sono regole.
Cazzo, che culo!
Ho fatto uscire
sesso, omicidio e arte
da dentro di me.
Cuore smarrito.
Offresi ricompensa
a chi lo ritrova.
Il pizzaiolo
mi vuole ancor più magro:
chiuso per ferie.
Gira la testa.
Mi dedico un momento
a fine giornata.
Tra le lenzuola,
un frutto. E un sorriso.
Dolci domeniche...
Lo sento dentro:
qualcosa crollerà
con gran fragore.
C'è qualcun altro
che ha voglia di ingannarmi?
Oggi 3x2.
Gli occhi del mare.
Ho avuto un solo istante,
e l'ho perduto.
Anche stasera
il richiamo del cuscino
si fa forte e chiaro.
Qualificato.
Chiedo poco. Mi assumo.
Autobecchino.
Voglia di piangere,
ma non me lo ricordo,
com'è che si fa.
Devo affrettarmi
o gli ospiti arriveranno
prima dell'ospite!
Spirito libero
dalla bottiglia angusta.
Spirito schiavo.
Avremmo un cuore
se l'uomo fosse nato
per soffrire. Ooops!
Sogni sbilenchi.
Un quadro di Dalì
mi romba in testa.
Campane a morto.
L'onnipresente miete
un altro raccolto.
Mille occhi in uno.
Uno e infiniti viaggi.
Uno. Perduto.
Ho aspettato troppo
e ora le parole
si son marcite.
Una domenica
triste e malinconica
volge al termine.
Vecchia sbadata.
Monetina orfana.
Carrello gratis.
Vieni, ti mostro
l'armadio degli scheletri.
Puzza di chiuso.
Sull'impossibile,
accecato dal bagliore,
lo sguardo rimane.
Sogno la fuga.
Qualsiasi altro inferno
ma non qui ora.
Grumi di sangue
bagnati dal tramonto.
Cristo è Pilato.
Nel buio pesto
tocco il fondo e poi scavo.
Nero bruciante.
Faccio i bagagli.
Non mi son mai sentito
così lucido.
Oggi fa caldo.
Domani farà freddo.
Mezze stagioni.
Buffo. In cima
alla lista dei miei nemici
appaio io.
C'è forse un modo
per trasformare il rantolo
assordante in canto?
E ci risiamo:
il cliente non paga.
Dove ho sbagliato?
Un tuffo al cuore
trasforma il crepuscolo
in timida alba.
A luce spenta
tra i vapori bollenti
infine la pace.
Incrocio un angelo.
Sbando, poi mi ricordo
che son fidanzato.
Stanco e sudato,
mi chiedo dove sono
e mi rispondo.
Sembro cattivo
ma in realtà voglio solo
esser felice.
Buone intenzioni?
Mi ci pulisco il culo
a frittata fatta!
Silenzio dopo
i mille diamanti liquidi.
Ne aggiungo un paio.
Mi tocca spingere,
addominali stanchi,
mi servono fibre.
Dopo la lite
profondi fino all'anima
i nostri baci.
As her brightness shines
my dead eyes rot in darkness.
Wish I never loved...
Cammino perso
nel mio significato.
Veggente cieco.
Cielo d'incenso.
Stanotte niente lacrime
per la mia luna.
L'angelo biondo
contro il demone bianco.
Perde l'arbitro.
Nel labirinto
mille Franz tetraplegici.
No, mille e uno.
Vacillo incredulo.
Toccato dal Re Cremisi
mi lascio andare.
Sotto tortura,
a un vizio capitale
do oggi asilo.
Cercando sogni
realizzo, chissà perché,
solo incubi.
Scalo in seconda
e l'asfalto paga dazio.
Dio un istante.
Chiudo i balconi.
Una di quelle sere
che è meglio soli.
Un balzo ignoto
da affrontare per scelta.
Oltre il portello.
Urlo nel buio
il dolore lacerante:
lacera uguale.
Cala la notte.
Un sublime anticipo
di sonno eterno.
Partita ieri.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mi manchi già.
Fanculo il mondo!
Non si può sempre perdere,
'sto giro è mio!
Si ciba di me
il mastino supersonico.
Soccombe il corpo.
È nuvoloso.
La signora Marisa
rompe i coglioni.
Ladri incapaci.
Val di più il vetro rotto
che non il malloppo.
Per eluderla
a volte non basta un haiku:
solitudine.
Sogni. A volte
mi chiedo cosa li renda
irrealizzabili.
Paradossale:
la veglia della mente
genera mostri.
Pigrizia e seme:
due ospiti pedanti.
E male accetti.
Stanco riverbero
di suoni affaticati.
Soli. E inutili.
Fondi di caffè.
Tracce di un risveglio
che giunse anzitempo.
Nascoste dentro
ho due tigri al guinzaglio:
la mente e il cuore.
A che cazzo serve
un cadavere pianto?
Forse per alibi.
Che dentista estrae
la carie di un amore
che toglie il fiato?
Come in un coito
nelle mie depressioni
vo dentro e fuori.
Silenzio, nasce
una spirale di fumo
dal tè, immobile.
Piccola stella
sfuggitami di mano,
buona fortuna!
La prima neve
senza di te al mio fianco
è solo acqua.
Un'empia nube
vela una luna amata
che non riesco a odiare.
Mi stai stressando.
Mi stai tirando scemo.
E smettila un po'!
Niente regole:
non correva buon sangue
tra Cupido e Mosè.
Che scontro impari.
Non gli puoi dar del baro
se Dio gioca a dadi.
Ricordi vaghi.
Chi sono diventato?
Nebbia insistente.
Quando penso a lei
non riesco a non pensare
a ciò che mai più avrò.
Aiuto è un lusso
che a volte mi permetto
di non permettermi.
Un letto vuoto.
La pioggia settembrina
scende sprecata.
Se non sono zen,
perché insisto così tanto
a scrivere haiku?
E infine l'alba
agognata, al mutare
delle maree.
Digrigno i denti
quando forma e sostanza
sono incoerenti.
Cortesemente
se qualcuno mi spiega
cos'è l'amore...
Ritrovo all'alba.
Logistica in ordine.
Tutti puntuali.
È stato un attimo,
un'illuminazione.
Amore? Non più.
Ho voglia di te,
ma per me non ci sei mai.
Mi masturberò.
Faccio le boccacce
al bimbo che sorride.
Ladro di gioia.
Carne avariata.
Ne è riempito il mio corpo,
non il mio frigo.
Un altro sogno
da cui essere illuso
mi tiene in vita.
Silenzio radio.
Ne sono forse vittima?
Oppure artefice?
Soglia socchiusa.
Gli abissi della carne.
Una vertigine.
Coi nervi al limite
una risata isterica
cela un singhiozzo.
Nell'oscurità
il fiato di Garbarek
si gonfia per me.
Fanno ridere
le manette di peluche.
Ma non da chiuse.
Il Mortadella
c'ha la faccia intristita.
Che capitombolo!
Note liturgiche.
Mi accompagna dentro te
un magico si.
Giornata intensa.
Serve una lunga corsa
per scaricare.
Inspiro a fondo
la strana sigaretta.
La stanza pulsa.
Lasciarla andare.
Non l'ho mica capito
ancora in che modo.
Con gli occhi del sogno
il più basso dei soffitti
ardisce al cielo.
Ipermetria.
Riuscirò ad evitarla?
Temo proprio di... no.
Sarei più autentico
se fossi meno cinico,
ma sarei morto.
Hai rotto il cazzo,
sei come il prezzemolo
''Aki no kure''!.
La TV vende
due opere vincenti
che non comprerò.
Oggi rimando.
Domani rimanderò.
Si sistemerà?
Fatemi largo.
Solo per oggi celebro
il menefreghismo.
Un altro oggi.
Poter rifarlo meglio.
Da uscirne pazzi!
Mi ruba l'anima
l'ennesima Francesca,
ma è neve al sole.
Bello il soffitto!
Che dici, lavo i piatti?
Meglio il divano.
Un amico, sì,
ma un'amica mi sa da...
coito interrotto.
Complesso è il mondo.
Non più complesso di me
...almeno pensavo!
Il casellante
ci invidiava davvero:
volavamo via.
Sei un ometto,
mi dicevano sempre,
non devi piangere.
Mi pesca in gola
solo foglie avvizzite
l'haiku, stasera.
Squilla telefono!
So che stasera anche tu
ti senti solo.
Lo schizzo bianco
ha mancato il fazzoletto.
Dovrò pulire.
Lento scivola
nell'oblio più temuto
il mio paradiso.
La disperata
ricerca di chi sono
non vuol placarsi.
Crisi di panico,
ma ho fatto la mia scelta.
Ecco il mio capo...
Un filo d'erba,
una lingua d'asfalto.
Mondo confuso.
Stille di sangue
mi fanno da calamaio.
Cuore mestruato.
Brividi antichi.
Uno squillo inatteso
sconfigge il tempo.
Troppo rumore.
Troppa fottuta rabbia.
Bevo veleno.
È commovente.
Quanti colori ha il mondo
se a guardarlo è un bimbo!
Sono ancora tanti
i meccanismi oscuri
che mi dominano.
Valdagno amara.
Non un filo di zucchero
per il mio caffè.
Sogno buttato
senza neanche provarci.
Non ho parole.
Bramo davvero
più d'ogni altra cosa
immenso perdono.
Il compleanno
non è l'unico giorno
in cui si invecchia.
L'anno peggiore.
Il decennio migliore.
Punti di vista.
Mente distratta.
Passano le giornate
ed io non scrivo haiku.
Un vetro rotto.
Un bulletto annoiato,
o forse peggio.
Arrogantello...
Finito infringuellato
come un bel tordo.
Chi è la persona
che mi osserva allo specchio?
Roberto, sei tu?
Guardo lontano
ma tre accordi bastano
a farmi inciampare.
Un incantesimo
mi tiene sotto scacco
e detta regole.
Ecco due occhi
in cui vorrei perdermi.
Breve contatto.
Bella la tacca,
dona alla mia portiera!
Davvero grazie.
Cercando orme
che la sabbia non riesce
a conservare.
Un fiore raro:
Orchidea-17.
Scelgo di coglierlo.
Riferimenti.
Se li divorano a pranzo
i miei dèmoni.
Quaranta gradi.
Mi anestetizzo l'anima
per sopravvivermi.