Sogno buttato
senza neanche provarci.
Non ho parole.

L'angelo biondo
contro il demone bianco.
Perde l'arbitro.

Tra le lenzuola,
un frutto. E un sorriso.
Dolci domeniche...

Cortesemente
se qualcuno mi spiega
cos'è l'amore...

Fanno ridere
le manette di peluche.
Ma non da chiuse.

Un incantesimo
mi tiene sotto scacco
e detta regole.

Valdagno amara.
Non un filo di zucchero
per il mio caffè.

Un filo d'erba,
una lingua d'asfalto.
Mondo confuso.

Che scontro impari.
Non gli puoi dar del baro
se Dio gioca a dadi.

C'è forse un modo
per trasformare il rantolo
assordante in canto?

Gli occhi del mare.
Ho avuto un solo istante,
e l'ho perduto.

Avremmo un cuore
se l'uomo fosse nato
per soffrire. Ooops!

Unica regola:
qui non ci sono regole.
Cazzo, che culo!

Silenzio radio.
Ne sono forse vittima?
Oppure artefice?

Sotto tortura,
a un vizio capitale
do oggi asilo.

E infine l'alba
agognata, al mutare
delle maree.

È commovente.
Quanti colori ha il mondo
se a guardarlo è un bimbo!

Nel buio pesto
tocco il fondo e poi scavo.
Nero bruciante.

Ho aspettato troppo
e ora le parole
si son marcite.

Hai rotto il cazzo,
sei come il prezzemolo
''Aki no kure''!.

Stanco riverbero
di suoni affaticati.
Soli. E inutili.

Anche stasera
il richiamo del cuscino
si fa forte e chiaro.

L'anno peggiore.
Il decennio migliore.
Punti di vista.

Sogni sbilenchi.
Un quadro di Dalì
mi romba in testa.

Il pizzaiolo
mi vuole ancor più magro:
chiuso per ferie.

Dopo la lite
profondi fino all'anima
i nostri baci.

Vecchia sbadata.
Monetina orfana.
Carrello gratis.

Un amico, sì,
ma un'amica mi sa da...
coito interrotto.

Sarei più autentico
se fossi meno cinico,
ma sarei morto.

La prima neve
senza di te al mio fianco
è solo acqua.

Incrocio un angelo.
Sbando, poi mi ricordo
che son fidanzato.

Il casellante
ci invidiava davvero:
volavamo via.

Lo sento dentro:
qualcosa crollerà
con gran fragore.

Oggi rimando.
Domani rimanderò.
Si sistemerà?

Niente regole:
non correva buon sangue
tra Cupido e Mosè.

Silenzio, nasce
una spirale di fumo
dal tè, immobile.

Ipermetria.
Riuscirò ad evitarla?
Temo proprio di... no.

Buone intenzioni?
Mi ci pulisco il culo
a frittata fatta!

Si ciba di me
il mastino supersonico.
Soccombe il corpo.

Devo affrettarmi
o gli ospiti arriveranno
prima dell'ospite!

Sogni. A volte
mi chiedo cosa li renda
irrealizzabili.

Piccola stella
sfuggitami di mano,
buona fortuna!

Faccio le boccacce
al bimbo che sorride.
Ladro di gioia.

Spirito libero
dalla bottiglia angusta.
Spirito schiavo.

Oggi fa caldo.
Domani farà freddo.
Mezze stagioni.

Mi pesca in gola
solo foglie avvizzite
l'haiku, stasera.

Un tuffo al cuore
trasforma il crepuscolo
in timida alba.

Un fiore raro:
Orchidea-17.
Scelgo di coglierlo.

Qualificato.
Chiedo poco. Mi assumo.
Autobecchino.

Sei un ometto,
mi dicevano sempre,
non devi piangere.

Fondi di caffè.
Tracce di un risveglio
che giunse anzitempo.

Ho voglia di te,
ma per me non ci sei mai.
Mi masturberò.

Carne avariata.
Ne è riempito il mio corpo,
non il mio frigo.

Nascoste dentro
ho due tigri al guinzaglio:
la mente e il cuore.

Bello il soffitto!
Che dici, lavo i piatti?
Meglio il divano.

Urlo nel buio
il dolore lacerante:
lacera uguale.

Note liturgiche.
Mi accompagna dentro te
un magico si.

Con gli occhi del sogno
il più basso dei soffitti
ardisce al cielo.

Aiuto è un lusso
che a volte mi permetto
di non permettermi.

A che cazzo serve
un cadavere pianto?
Forse per alibi.

Digrigno i denti
quando forma e sostanza
sono incoerenti.

Ritrovo all'alba.
Logistica in ordine.
Tutti puntuali.

Voglia di piangere,
ma non me lo ricordo,
com'è che si fa.

Ecco due occhi
in cui vorrei perdermi.
Breve contatto.

Sembro cattivo
ma in realtà voglio solo
esser felice.

Lo schizzo bianco
ha mancato il fazzoletto.
Dovrò pulire.

Mi tocca spingere,
addominali stanchi,
mi servono fibre.

Chi è la persona
che mi osserva allo specchio?
Roberto, sei tu?

Sull'impossibile,
accecato dal bagliore,
lo sguardo rimane.

Arrogantello...
Finito infringuellato
come un bel tordo.

Cielo d'incenso.
Stanotte niente lacrime
per la mia luna.

Nel labirinto
mille Franz tetraplegici.
No, mille e uno.

Se non sono zen,
perché insisto così tanto
a scrivere haiku?

Stille di sangue
mi fanno da calamaio.
Cuore mestruato.

Un altro oggi.
Poter rifarlo meglio.
Da uscirne pazzi!

Un altro sogno
da cui essere illuso
mi tiene in vita.

Giornata intensa.
Serve una lunga corsa
per scaricare.

Un balzo ignoto
da affrontare per scelta.
Oltre il portello.

Un'empia nube
vela una luna amata
che non riesco a odiare.

Quaranta gradi.
Mi anestetizzo l'anima
per sopravvivermi.

Fanculo il mondo!
Non si può sempre perdere,
'sto giro è mio!

Bramo davvero
più d'ogni altra cosa
immenso perdono.

As her brightness shines
my dead eyes rot in darkness.
Wish I never loved...

Vieni, ti mostro
l'armadio degli scheletri.
Puzza di chiuso.

Che dentista estrae
la carie di un amore
che toglie il fiato?

Grumi di sangue
bagnati dal tramonto.
Cristo è Pilato.

Guardo lontano
ma tre accordi bastano
a farmi inciampare.

Soglia socchiusa.
Gli abissi della carne.
Una vertigine.

Lento scivola
nell'oblio più temuto
il mio paradiso.

Cuore smarrito.
Offresi ricompensa
a chi lo ritrova.

Buffo. In cima
alla lista dei miei nemici
appaio io.

Cercando sogni
realizzo, chissà perché,
solo incubi.

È stato un attimo,
un'illuminazione.
Amore? Non più.

Cercando orme
che la sabbia non riesce
a conservare.

Faccio i bagagli.
Non mi son mai sentito
così lucido.

Stanco e sudato,
mi chiedo dove sono
e mi rispondo.

Inspiro a fondo
la strana sigaretta.
La stanza pulsa.

Coi nervi al limite
una risata isterica
cela un singhiozzo.

Lasciarla andare.
Non l'ho mica capito
ancora in che modo.

Partita ieri.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mi manchi già.

Una domenica
triste e malinconica
volge al termine.

Paradossale:
la veglia della mente
genera mostri.

Complesso è il mondo.
Non più complesso di me
...almeno pensavo!

Mi ruba l'anima
l'ennesima Francesca,
ma è neve al sole.

Sogno la fuga.
Qualsiasi altro inferno
ma non qui ora.

Silenzio dopo
i mille diamanti liquidi.
Ne aggiungo un paio.

Troppo rumore.
Troppa fottuta rabbia.
Bevo veleno.

Come in un coito
nelle mie depressioni
vo dentro e fuori.

Squilla telefono!
So che stasera anche tu
ti senti solo.

Bella la tacca,
dona alla mia portiera!
Davvero grazie.

Ricordi vaghi.
Chi sono diventato?
Nebbia insistente.

Mille occhi in uno.
Uno e infiniti viaggi.
Uno. Perduto.

Cammino perso
nel mio significato.
Veggente cieco.

Per eluderla
a volte non basta un haiku:
solitudine.

La disperata
ricerca di chi sono
non vuol placarsi.

Brividi antichi.
Uno squillo inatteso
sconfigge il tempo.

Il Mortadella
c'ha la faccia intristita.
Che capitombolo!

Riferimenti.
Se li divorano a pranzo
i miei dèmoni.

È nuvoloso.
La signora Marisa
rompe i coglioni.

Ho fatto uscire
sesso, omicidio e arte
da dentro di me.

Ladri incapaci.
Val di più il vetro rotto
che non il malloppo.

Pigrizia e seme:
due ospiti pedanti.
E male accetti.

Cala la notte.
Un sublime anticipo
di sonno eterno.

Gira la testa.
Mi dedico un momento
a fine giornata.

Nell'oscurità
il fiato di Garbarek
si gonfia per me.

Scalo in seconda
e l'asfalto paga dazio.
Dio un istante.

Chiudo i balconi.
Una di quelle sere
che è meglio soli.

Mente distratta.
Passano le giornate
ed io non scrivo haiku.

A luce spenta
tra i vapori bollenti
infine la pace.

Il compleanno
non è l'unico giorno
in cui si invecchia.

Quando penso a lei
non riesco a non pensare
a ciò che mai più avrò.

Un vetro rotto.
Un bulletto annoiato,
o forse peggio.

E ci risiamo:
il cliente non paga.
Dove ho sbagliato?

Un letto vuoto.
La pioggia settembrina
scende sprecata.

Mi stai stressando.
Mi stai tirando scemo.
E smettila un po'!

Crisi di panico,
ma ho fatto la mia scelta.
Ecco il mio capo...

La TV vende
due opere vincenti
che non comprerò.

C'è qualcun altro
che ha voglia di ingannarmi?
Oggi 3x2.

Vacillo incredulo.
Toccato dal Re Cremisi
mi lascio andare.

Campane a morto.
L'onnipresente miete
un altro raccolto.

Fatemi largo.
Solo per oggi celebro
il menefreghismo.

Sono ancora tanti
i meccanismi oscuri
che mi dominano.