Il casellante
ci invidiava davvero:
volavamo via.

Che scontro impari.
Non gli puoi dar del baro
se Dio gioca a dadi.

Il pizzaiolo
mi vuole ancor più magro:
chiuso per ferie.

Lo sento dentro:
qualcosa crollerà
con gran fragore.

Si ciba di me
il mastino supersonico.
Soccombe il corpo.

Gli occhi del mare.
Ho avuto un solo istante,
e l'ho perduto.

Stille di sangue
mi fanno da calamaio.
Cuore mestruato.

Sogni. A volte
mi chiedo cosa li renda
irrealizzabili.

Bramo davvero
più d'ogni altra cosa
immenso perdono.

Grumi di sangue
bagnati dal tramonto.
Cristo è Pilato.

Nel labirinto
mille Franz tetraplegici.
No, mille e uno.

Ipermetria.
Riuscirò ad evitarla?
Temo proprio di... no.

C'è qualcun altro
che ha voglia di ingannarmi?
Oggi 3x2.

Bella la tacca,
dona alla mia portiera!
Davvero grazie.

Oops! Eccolo qua.
C'è un ribelle fra noi.
Oops! Non c'è più.

Silenzio, nasce
una spirale di fumo
dal tè, immobile.

Il compleanno
non è l'unico giorno
in cui si invecchia.

Partita ieri.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mi manchi già.

Inspiro a fondo
la strana sigaretta.
La stanza pulsa.

Faccio i bagagli.
Non mi son mai sentito
così lucido.

Quaranta gradi.
Mi anestetizzo l'anima
per sopravvivermi.

Un tuffo al cuore
trasforma il crepuscolo
in timida alba.

Come in un coito
nelle mie depressioni
vo dentro e fuori.

Cazzo c'è scritto?
Un captcha illeggibile
impedisce il download.

Se non sono zen,
perché insisto così tanto
a scrivere haiku?

...e la Marisa
alla fine ha pagato.
Bravo Roberto.

La disperata
ricerca di chi sono
non vuol placarsi.

Un altro sogno
da cui essere illuso
mi tiene in vita.

Cala la notte.
Un sublime anticipo
di sonno eterno.

Complesso è il mondo.
Non più complesso di me
...almeno pensavo!

Mille occhi in uno.
Uno e infiniti viaggi.
Uno. Perduto.

Silenzio radio.
Ne sono forse vittima?
Oppure artefice?

È stato un attimo,
un'illuminazione.
Amore? Non più.

Sogni sbilenchi.
Un quadro di Dalì
mi romba in testa.

Devo affrettarmi
o gli ospiti arriveranno
prima dell'ospite!

Silenzio dopo
i mille diamanti liquidi.
Ne aggiungo un paio.

Chiudo i balconi.
Una di quelle sere
che è meglio soli.

Hai rotto il cazzo,
sei come il prezzemolo
''Aki no kure''!.

E ci risiamo:
il cliente non paga.
Dove ho sbagliato?

Carne avariata.
Ne è riempito il mio corpo,
non il mio frigo.

Mi stai stressando.
Mi stai tirando scemo.
E smettila un po'!

Sotto tortura,
a un vizio capitale
do oggi asilo.

Avremmo un cuore
se l'uomo fosse nato
per soffrire. Ooops!

Vecchia sbadata.
Monetina orfana.
Carrello gratis.

Il Mortadella
c'ha la faccia intristita.
Che capitombolo!

Cammino perso
nel mio significato.
Veggente cieco.

Sogno la fuga.
Qualsiasi altro inferno
ma non qui ora.

Ho aspettato troppo
e ora le parole
si son marcite.

Arrogantello...
Finito infringuellato
come un bel tordo.

Coi nervi al limite
una risata isterica
cela un singhiozzo.

Un'empia nube
vela una luna amata
che non riesco a odiare.

Sogno buttato
senza neanche provarci.
Non ho parole.

Urlo nel buio
il dolore lacerante:
lacera uguale.

Anche stasera
il richiamo del cuscino
si fa forte e chiaro.

Lento scivola
nell'oblio più temuto
il mio paradiso.

È commovente.
Quanti colori ha il mondo
se a guardarlo è un bimbo!

Fatemi largo.
Solo per oggi celebro
il menefreghismo.

Chi è la persona
che mi osserva allo specchio?
Roberto, sei tu?

Squilla telefono!
So che stasera anche tu
ti senti solo.

Crisi di panico,
ma ho fatto la mia scelta.
Ecco il mio capo...

Ho fatto uscire
sesso, omicidio e arte
da dentro di me.

Campane a morto.
L'onnipresente miete
un altro raccolto.

Un incantesimo
mi tiene sotto scacco
e detta regole.

Stanco e sudato,
mi chiedo dove sono
e mi rispondo.

Pigrizia e seme:
due ospiti pedanti.
E male accetti.

Una domenica
triste e malinconica
volge al termine.

Nell'oscurità
il fiato di Garbarek
si gonfia per me.

La prima neve
senza di te al mio fianco
è solo acqua.

Aiuto è un lusso
che a volte mi permetto
di non permettermi.

Unica regola:
qui non ci sono regole.
Cazzo, che culo!

Cuore smarrito.
Offresi ricompensa
a chi lo ritrova.

Incrocio un angelo.
Sbando, poi mi ricordo
che son fidanzato.

Qualificato.
Chiedo poco. Mi assumo.
Autobecchino.

Un amico, sì,
ma un'amica mi sa da...
coito interrotto.

Sembro cattivo
ma in realtà voglio solo
esser felice.

Cercando sogni
realizzo, chissà perché,
solo incubi.

Digrigno i denti
quando forma e sostanza
sono incoerenti.

L'anno peggiore.
Il decennio migliore.
Punti di vista.

Mi tocca spingere,
addominali stanchi,
mi servono fibre.

Soglia socchiusa.
Gli abissi della carne.
Una vertigine.

A che cazzo serve
un cadavere pianto?
Forse per alibi.

Troppo rumore.
Troppa fottuta rabbia.
Bevo veleno.

Fanculo il mondo!
Non si può sempre perdere,
'sto giro è mio!

Cercando orme
che la sabbia non riesce
a conservare.

Nel buio pesto
tocco il fondo e poi scavo.
Nero bruciante.

Mi ruba l'anima
l'ennesima Francesca,
ma è neve al sole.

Oggi fa caldo.
Domani farà freddo.
Mezze stagioni.

Un balzo ignoto
da affrontare per scelta.
Oltre il portello.

Mente distratta.
Passano le giornate
ed io non scrivo haiku.

Sull'impossibile,
accecato dal bagliore,
lo sguardo rimane.

Mi pesca in gola
solo foglie avvizzite
l'haiku, stasera.

Buone intenzioni?
Mi ci pulisco il culo
a frittata fatta!

Oggi rimando.
Domani rimanderò.
Si sistemerà?

L'angelo biondo
contro il demone bianco.
Perde l'arbitro.

Vieni, ti mostro
l'armadio degli scheletri.
Puzza di chiuso.

Dopo la lite
profondi fino all'anima
i nostri baci.

Con gli occhi del sogno
il più basso dei soffitti
ardisce al cielo.

Cielo d'incenso.
Stanotte niente lacrime
per la mia luna.

La TV vende
due opere vincenti
che non comprerò.

Valdagno amara.
Non un filo di zucchero
per il mio caffè.

Sei un ometto,
mi dicevano sempre,
non devi piangere.

Un letto vuoto.
La pioggia settembrina
scende sprecata.

Un vetro rotto.
Un bulletto annoiato,
o forse peggio.

Un altro oggi.
Poter rifarlo meglio.
Da uscirne pazzi!

Un fiore raro:
Orchidea-17.
Scelgo di coglierlo.

Ladri incapaci.
Val di più il vetro rotto
che non il malloppo.

Riferimenti.
Se li divorano a pranzo
i miei dèmoni.

Scalo in seconda
e l'asfalto paga dazio.
Dio un istante.

Niente regole:
non correva buon sangue
tra Cupido e Mosè.

Tra le lenzuola,
un frutto. E un sorriso.
Dolci domeniche...

Lo schizzo bianco
ha mancato il fazzoletto.
Dovrò pulire.

God? Women? Myself?
Something else to believe in
is badly needed.

Cortesemente
se qualcuno mi spiega
cos'è l'amore...

Fondi di caffè.
Tracce di un risveglio
che giunse anzitempo.

Voglia di piangere,
ma non me lo ricordo,
com'è che si fa.

Faccio le boccacce
al bimbo che sorride.
Ladro di gioia.

Piccola stella
sfuggitami di mano,
buona fortuna!

Sono ancora tanti
i meccanismi oscuri
che mi dominano.

Buffo. In cima
alla lista dei miei nemici
appaio io.

Bello il soffitto!
Che dici, lavo i piatti?
Meglio il divano.

Guardo lontano
ma tre accordi bastano
a farmi inciampare.

Brividi antichi.
Uno squillo inatteso
sconfigge il tempo.

C'è forse un modo
per trasformare il rantolo
assordante in canto?

Vacillo incredulo.
Toccato dal Re Cremisi
mi lascio andare.

Spirito libero
dalla bottiglia angusta.
Spirito schiavo.

Sarei più autentico
se fossi meno cinico,
ma sarei morto.

Ho voglia di te,
ma per me non ci sei mai.
Mi masturberò.

Fanno ridere
le manette di peluche.
Ma non da chiuse.

Gira la testa.
Mi dedico un momento
a fine giornata.

Nascoste dentro
ho due tigri al guinzaglio:
la mente e il cuore.

Note liturgiche.
Mi accompagna dentro te
un magico si.

È nuvoloso.
La signora Marisa
rompe i coglioni.

Quando penso a lei
non riesco a non pensare
a ciò che mai più avrò.

Lasciarla andare.
Non l'ho mica capito
ancora in che modo.

Stanco riverbero
di suoni affaticati.
Soli. E inutili.

Per eluderla
a volte non basta un haiku:
solitudine.

As her brightness shines
my dead eyes rot in darkness.
Wish I never loved...

Ecco due occhi
in cui vorrei perdermi.
Breve contatto.

Paradossale:
la veglia della mente
genera mostri.

A luce spenta
tra i vapori bollenti
infine la pace.

E infine l'alba
agognata, al mutare
delle maree.

Un filo d'erba,
una lingua d'asfalto.
Mondo confuso.

Che dentista estrae
la carie di un amore
che toglie il fiato?

Ricordi vaghi.
Chi sono diventato?
Nebbia insistente.

Ritrovo all'alba.
Logistica in ordine.
Tutti puntuali.

Giornata intensa.
Serve una lunga corsa
per scaricare.