Vecchia sbadata.
Monetina orfana.
Carrello gratis.

Riferimenti.
Se li divorano a pranzo
i miei dèmoni.

Sull'impossibile,
accecato dal bagliore,
lo sguardo rimane.

Incrocio un angelo.
Sbando, poi mi ricordo
che son fidanzato.

Aiuto è un lusso
che a volte mi permetto
di non permettermi.

Cortesemente
se qualcuno mi spiega
cos'è l'amore...

Cuore smarrito.
Offresi ricompensa
a chi lo ritrova.

Avremmo un cuore
se l'uomo fosse nato
per soffrire. Ooops!

Buone intenzioni?
Mi ci pulisco il culo
a frittata fatta!

Cammino perso
nel mio significato.
Veggente cieco.

Scalo in seconda
e l'asfalto paga dazio.
Dio un istante.

Sei un ometto,
mi dicevano sempre,
non devi piangere.

È stato un attimo,
un'illuminazione.
Amore? Non più.

Mi ruba l'anima
l'ennesima Francesca,
ma è neve al sole.

Guardo lontano
ma tre accordi bastano
a farmi inciampare.

L'angelo biondo
contro il demone bianco.
Perde l'arbitro.

Cala la notte.
Un sublime anticipo
di sonno eterno.

È nuvoloso.
La signora Marisa
rompe i coglioni.

Mi stai stressando.
Mi stai tirando scemo.
E smettila un po'!

Devo affrettarmi
o gli ospiti arriveranno
prima dell'ospite!

Oggi fa caldo.
Domani farà freddo.
Mezze stagioni.

Urlo nel buio
il dolore lacerante:
lacera uguale.

Niente regole:
non correva buon sangue
tra Cupido e Mosè.

Un vetro rotto.
Un bulletto annoiato,
o forse peggio.

Quando penso a lei
non riesco a non pensare
a ciò che mai più avrò.

Mente distratta.
Passano le giornate
ed io non scrivo haiku.

Faccio i bagagli.
Non mi son mai sentito
così lucido.

Voglia di piangere,
ma non me lo ricordo,
com'è che si fa.

Note liturgiche.
Mi accompagna dentro te
un magico si.

Cercando orme
che la sabbia non riesce
a conservare.

Brividi antichi.
Uno squillo inatteso
sconfigge il tempo.

Quaranta gradi.
Mi anestetizzo l'anima
per sopravvivermi.

Un incantesimo
mi tiene sotto scacco
e detta regole.

Grumi di sangue
bagnati dal tramonto.
Cristo è Pilato.

La TV vende
due opere vincenti
che non comprerò.

Cercando sogni
realizzo, chissà perché,
solo incubi.

Fanculo il mondo!
Non si può sempre perdere,
'sto giro è mio!

Troppo rumore.
Troppa fottuta rabbia.
Bevo veleno.

Anche stasera
il richiamo del cuscino
si fa forte e chiaro.

Campane a morto.
L'onnipresente miete
un altro raccolto.

Sogni. A volte
mi chiedo cosa li renda
irrealizzabili.

Ipermetria.
Riuscirò ad evitarla?
Temo proprio di... no.

Un fiore raro:
Orchidea-17.
Scelgo di coglierlo.

Un letto vuoto.
La pioggia settembrina
scende sprecata.

Bello il soffitto!
Che dici, lavo i piatti?
Meglio il divano.

Ritrovo all'alba.
Logistica in ordine.
Tutti puntuali.

Mi pesca in gola
solo foglie avvizzite
l'haiku, stasera.

Lasciarla andare.
Non l'ho mica capito
ancora in che modo.

Arrogantello...
Finito infringuellato
come un bel tordo.

A che cazzo serve
un cadavere pianto?
Forse per alibi.

Un amico, sì,
ma un'amica mi sa da...
coito interrotto.

Vacillo incredulo.
Toccato dal Re Cremisi
mi lascio andare.

Silenzio dopo
i mille diamanti liquidi.
Ne aggiungo un paio.

Digrigno i denti
quando forma e sostanza
sono incoerenti.

Ho voglia di te,
ma per me non ci sei mai.
Mi masturberò.

Complesso è il mondo.
Non più complesso di me
...almeno pensavo!

Fanno ridere
le manette di peluche.
Ma non da chiuse.

Mille occhi in uno.
Uno e infiniti viaggi.
Uno. Perduto.

Il casellante
ci invidiava davvero:
volavamo via.

Nascoste dentro
ho due tigri al guinzaglio:
la mente e il cuore.

Sembro cattivo
ma in realtà voglio solo
esser felice.

Paradossale:
la veglia della mente
genera mostri.

E ci risiamo:
il cliente non paga.
Dove ho sbagliato?

Coi nervi al limite
una risata isterica
cela un singhiozzo.

Lento scivola
nell'oblio più temuto
il mio paradiso.

Lo sento dentro:
qualcosa crollerà
con gran fragore.

Fondi di caffè.
Tracce di un risveglio
che giunse anzitempo.

Ladri incapaci.
Val di più il vetro rotto
che non il malloppo.

Piccola stella
sfuggitami di mano,
buona fortuna!

Spirito libero
dalla bottiglia angusta.
Spirito schiavo.

Tra le lenzuola,
un frutto. E un sorriso.
Dolci domeniche...

Giornata intensa.
Serve una lunga corsa
per scaricare.

Se non sono zen,
perché insisto così tanto
a scrivere haiku?

Partita ieri.
Chi l'avrebbe mai detto?
Mi manchi già.

Silenzio radio.
Ne sono forse vittima?
Oppure artefice?

Dopo la lite
profondi fino all'anima
i nostri baci.

Fatemi largo.
Solo per oggi celebro
il menefreghismo.

Il compleanno
non è l'unico giorno
in cui si invecchia.

Silenzio, nasce
una spirale di fumo
dal tè, immobile.

Si ciba di me
il mastino supersonico.
Soccombe il corpo.

Sarei più autentico
se fossi meno cinico,
ma sarei morto.

Nel labirinto
mille Franz tetraplegici.
No, mille e uno.

Pigrizia e seme:
due ospiti pedanti.
E male accetti.

Nel buio pesto
tocco il fondo e poi scavo.
Nero bruciante.

Sono ancora tanti
i meccanismi oscuri
che mi dominano.

Soglia socchiusa.
Gli abissi della carne.
Una vertigine.

Il Mortadella
c'ha la faccia intristita.
Che capitombolo!

Un altro sogno
da cui essere illuso
mi tiene in vita.

Sogno buttato
senza neanche provarci.
Non ho parole.

Il pizzaiolo
mi vuole ancor più magro:
chiuso per ferie.

Vieni, ti mostro
l'armadio degli scheletri.
Puzza di chiuso.

Stanco riverbero
di suoni affaticati.
Soli. E inutili.

Oggi rimando.
Domani rimanderò.
Si sistemerà?

Stille di sangue
mi fanno da calamaio.
Cuore mestruato.

Un filo d'erba,
una lingua d'asfalto.
Mondo confuso.

Con gli occhi del sogno
il più basso dei soffitti
ardisce al cielo.

Buffo. In cima
alla lista dei miei nemici
appaio io.

Chi è la persona
che mi osserva allo specchio?
Roberto, sei tu?

Sotto tortura,
a un vizio capitale
do oggi asilo.

Ho fatto uscire
sesso, omicidio e arte
da dentro di me.

Hai rotto il cazzo,
sei come il prezzemolo
''Aki no kure''!.

Mi tocca spingere,
addominali stanchi,
mi servono fibre.

La disperata
ricerca di chi sono
non vuol placarsi.

Nell'oscurità
il fiato di Garbarek
si gonfia per me.

Per eluderla
a volte non basta un haiku:
solitudine.

Crisi di panico,
ma ho fatto la mia scelta.
Ecco il mio capo...

Che dentista estrae
la carie di un amore
che toglie il fiato?

Ecco due occhi
in cui vorrei perdermi.
Breve contatto.

Lo schizzo bianco
ha mancato il fazzoletto.
Dovrò pulire.

Sogni sbilenchi.
Un quadro di Dalì
mi romba in testa.

Una domenica
triste e malinconica
volge al termine.

C'è forse un modo
per trasformare il rantolo
assordante in canto?

Ricordi vaghi.
Chi sono diventato?
Nebbia insistente.

Valdagno amara.
Non un filo di zucchero
per il mio caffè.

Cielo d'incenso.
Stanotte niente lacrime
per la mia luna.

Gli occhi del mare.
Ho avuto un solo istante,
e l'ho perduto.

La prima neve
senza di te al mio fianco
è solo acqua.

Un balzo ignoto
da affrontare per scelta.
Oltre il portello.

Un altro oggi.
Poter rifarlo meglio.
Da uscirne pazzi!

Un tuffo al cuore
trasforma il crepuscolo
in timida alba.

Faccio le boccacce
al bimbo che sorride.
Ladro di gioia.

As her brightness shines
my dead eyes rot in darkness.
Wish I never loved...

A luce spenta
tra i vapori bollenti
infine la pace.

C'è qualcun altro
che ha voglia di ingannarmi?
Oggi 3x2.

Chiudo i balconi.
Una di quelle sere
che è meglio soli.

Un'empia nube
vela una luna amata
che non riesco a odiare.

Carne avariata.
Ne è riempito il mio corpo,
non il mio frigo.

Squilla telefono!
So che stasera anche tu
ti senti solo.

Come in un coito
nelle mie depressioni
vo dentro e fuori.

Qualificato.
Chiedo poco. Mi assumo.
Autobecchino.

L'anno peggiore.
Il decennio migliore.
Punti di vista.

E infine l'alba
agognata, al mutare
delle maree.

Sogno la fuga.
Qualsiasi altro inferno
ma non qui ora.

Gira la testa.
Mi dedico un momento
a fine giornata.

Bella la tacca,
dona alla mia portiera!
Davvero grazie.

Inspiro a fondo
la strana sigaretta.
La stanza pulsa.

Stanco e sudato,
mi chiedo dove sono
e mi rispondo.

Ho aspettato troppo
e ora le parole
si son marcite.

Bramo davvero
più d'ogni altra cosa
immenso perdono.

È commovente.
Quanti colori ha il mondo
se a guardarlo è un bimbo!

Che scontro impari.
Non gli puoi dar del baro
se Dio gioca a dadi.

Unica regola:
qui non ci sono regole.
Cazzo, che culo!